Legge 106, la maggioranza alla prova
Da sempre, se cè un tema che fa divampare le polemiche in consiglio comunale, questo tema è lurbanistica. Il clima è reso ancora più rovente dal palazzone di Via Pietro Isola, di proprietà di Giovanni Repetti, padre dellOnorevole Manuela Repetti, compagna dellex Ministro Sandro Bondi
Da sempre, se c?è un tema che fa divampare le polemiche in consiglio comunale, questo tema è l?urbanistica. Il clima è reso ancora più rovente dal ?palazzone? di Via Pietro Isola, di proprietà di Giovanni Repetti, padre dell?Onorevole Manuela Repetti, compagna dell?ex Ministro Sandro Bondi
NOVI LIGURE – Da sempre, se c’è un tema che fa divampare le polemiche in consiglio comunale, questo tema è l’urbanistica.Il clima è reso ancora più rovente, come se l’afa estiva non fosse già sufficiente, dal “palazzone” di Via Pietro Isola, di proprietà del noto imprenditore edile Giovanni Repetti, padre dell’Onorevole Manuela Repetti, compagna dell’ex Ministro Sandro Bondi.
Il palazzone è stato per anni al centro di una vicenda giudiziaria che ha visto tra i suoi protagonisti l’ex Sindaco Lorenzo Robbiano, l’allora dirigente del settore urbanistica Maria Rosa Serra (che oggi, da pensionata, fa l’Assessore all’urbanistica), l’ex Assessore Alberto Mallarino e ovviamente il Repetti.
La vicenda, che tenne a lungo banco sulle colonne dei giornali e anche nel dibattito politico cittadino sopratutto durante l’infuocata campagna elettorale del 2009, si concluse dal punto di vista giudiziario in una bolla di sapone.
Ora il consiglio comunale deve decidere se la richiesta avanzata da Repetti di trasformazione della destinazione d’uso 11 appartamenti nell’immobile corrisponda o meno ad una pubblica utilità, e se l’area lasciata così com’è sia o meno a rischio di degrado.
Nel corso della campagna elettorale del 2009 l’ex Sindaco Robbiano prese un impegno solenne di fronte agli elettori: “se sarò eletto, non ci sarà mai un cambio di destinazione del palazzo”.
Oggi al posto di Robbiano c’è Muliere e la richiesta del cambio di destinazione sarà affrontata dal consiglio convocato per la fine di luglio.
Mentre l’opposizione a 5 stelle ha già fatto sapere che si opporrà alla richiesta, dal folto gruppo consigliare del PD non trapela nulla. Le bocche cucite sono segno evidente che la questione è delicata e che la discussione è serrata.
Di sicuro c’è solo che le varie forze politiche cittadine che non si riconoscono nell’amministrazione scelta dagli elettori, attendono al varco il Sindaco Muliere. Se dal consiglio uscirà un no, si dirà che ci si è voluti vendicare di un imprenditore “nemico”. Se uscirà un sì, che gli si è voluto fare un piacere.
Comunque vada a finire la vicenda, si tratterà comunque di uno “sblocco” della politica urbanistica in città, caratterizzata negli ultimi anni più dall’immobilismo e dai veti incrociati che dalla progettualità. Possibile che si torni a parlare anche della variante collinare, congelata durante l’amministrazione Robbiano proprio a causa delle perplessità dei componenti della maggioranza?