Quella giunta che forgiò gli amministratori del futuro
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
25 Luglio 2015
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Quella giunta che forgiò gli amministratori del futuro

Dal 1990 al 1995 si sono ritrovati in giunta tutti insieme: Mario Angeli, Mario Lovelli, Lorenzo Robbiano e Rocchino Muliere, le quattro persone che, in tempi diversi, sono state destinate a governare la città. Ecco come ricordano quell'esperienza

Dal 1990 al 1995 si sono ritrovati in giunta tutti insieme: Mario Angeli, Mario Lovelli, Lorenzo Robbiano e Rocchino Muliere, le quattro persone che, in tempi diversi, sono state destinate a governare la città. Ecco come ricordano quell'esperienza

NOVI LIGURE – Dal 1990 al 1995 si sono ritrovati in giunta tutti insieme: Mario Angeli, Mario Lovelli, Lorenzo Robbiano e Rocchino Muliere, le quattro persone che, in tempi diversi, sono state destinate a governare la città. Potremmo dire che quell’esecutivo, “guidato con piglio energico da Angeli” ricorda oggi Robbiano, è stata la fucina in cui si sono forgiati tutti i sindaci di Novi Ligure.

“È un grave lutto per tutta la città – dichiara l’attuale primo cittadino Muliere – Personalmente ho sempre apprezzato il suo impegno a favore della nostra comunità in campo sindacale, politico e amministrativo. Ricordo con particolare piacere la mia esperienza di assessore nella giunta guidata da Mario Angeli dal 1990 al 1995. In quell’occasione ho imparato a conoscerlo meglio e ad apprezzare ancora di più le sue doti umane e politiche. Alla famiglia esprimo il mio profondo cordoglio e quello di tutta la città”.

È stato protagonista di una passaggio fondamentale delle vicende politiche novesi, una figura di cerniera tra due fasi della vita pubblica cittadina, che ha saputo interpretare al meglio”, ricorda Lovelli, che con Angeli aveva stretto un legame di amicizia prima ancora che di collaborazione nell’amministrazione della città.
“In particolare, Angeli decise di rilanciare il centro storico e il suo tessuto commerciale. Volle con forza un’opera fondamentale come il rifacimento dell’acquedotto. E capì l’importanza delle scelte urbanistiche nella vita della città”.

“Per me la giunta Angeli del 1990 è stata davvero ‘una palestra’ – spiega Robbiano – Conoscevo Mario da tempo ovviamente: ci univano il lavoro in ferrovia e i comuni ideali di giustizia sociale. Era la prima volta che facevo l’assessore e lui aveva un piglio deciso, energico: ascoltava le proposte di tutti e le discuteva, ma non era tipo da perdersi in chiacchiere inutili”.
“Gli proposi due progetti ed ebbi il suo sostegno: la creazione del primo sportello dell’Informagiovani e soprattutto il trasferimento della biblioteca in via Marconi [all’epoca si trovava in viale Saffi; ndr]. Era un’opera importante, che decidemmo di realizzare nonostante il governo Amato e la sua finanziaria ‘da lacrime e sangue'”.

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