Le bellezze nascoste dei palazzi nobiliari si svelano al pubblico
I cortili dei palazzi nobiliari del centro storico si apriranno per far vedere le loro bellezze e per accogliere i visitatori che prenderanno parte domani, sabato 1° agosto, alla passeggiata fra le antiche dimore. Il ritrovo è nellandrone di palazzo Dellepiane alle 17.00
I cortili dei palazzi nobiliari del centro storico si apriranno per far vedere le loro bellezze e per accogliere i visitatori che prenderanno parte domani, sabato 1° agosto, alla passeggiata fra le antiche dimore. Il ritrovo è nell?androne di palazzo Dellepiane alle 17.00
NOVI LIGURE – I cortili dei palazzi nobiliari del centro storico si apriranno per far vedere le loro bellezze e per accogliere i visitatori che prenderanno parte, domani, sabato 1° agosto, alla passeggiata fra le antiche dimore. Il ritrovo è nell’androne di palazzo Dellepiane alle 17.00 (info e prenotazioni presso ufficio Iat, 0143 72585). Sono anche previsti intrattenimenti musicali a cura della Junior Orchestra di Alessandria, ispirati all’arte di Romualdo Marenco che nacque il 1° marzo del 1841 in un palazzo di via Girardengo che, per l’occasione, sarà aperto al pubblico.
La passeggiata prevede la visita a palazzo Balbi, le cui linee architettoniche esterne risentono ancora della cultura genovese anche se la mancanza di mensoloni induce a ritenere determinante un intervento, in fase progettuale o realizzativo, di maestranze locali. Il prospetto sulla via Gramsci è percorso in orizzontale da cornice aggettanti. La simmetria di questa facciata è sottolineata, al piano terreno, dalle due aperture laterali al portone principale, schermate da possenti inferiate che scendono fino al livello della soglia di ingresso.
Sempre in via Gramsci si potrà ammirare Palazzo Spinola di Variana del XVII secolo. Secondo gli studi eseguiti dall’architetto Beppe Merlano l’edificio è ricordato dalla tradizione orale come proprietà degli Spinola di Variana, famiglia genovese trapiantasi nell’Oltregiogo già nel XIII secolo che, forse, decise nel corso del 1600 di costruire un palazzo in città come analogamente stavano facendo altre famiglie nobili genovesi. La loggia a sette arcate nel prospetto verso il cortile sembrerebbe, invece, sulla base di alcune incongruenze strutturali e stilistiche, frutto di un rimaneggiamento databile al secolo successivo.
Successivamente ci si trasferirà a Palazzo Durazzo, risalente al 1600, che si trova in via Paolo da Novi. È costituito da un corpo con corte interna su quattro piani, ingresso principale e da un retrostante giardino. Gli interventi decorativi sulla facciata principale sono stati fatti risalire agli inizi dell’Ottocento poiché con tratti pesanti e ripetitivi suggeriscono motivi di finta architettura intorno alle finestre e probabilmente sono stati condotti sulle tracce di precedenti affreschi. Di grande interesse risulta, invece, il prospetto rivolto verso il cortile interno sul quale sono chiaramente leggibili linee architettoniche di chiara derivazione genovese che documenta due distinti interventi decorativi. Di gusto maggiormente decorativo, tipico delle realizzazione settecentesche, si rintraccia sui muri di riempimento delle arcate della loggia, sui corpi laterali e sul prospetto che conclude il cortile su cui spicca lo stemma della famiglia Durazzo. Infine il giardino naturale prosecuzione del parco Castello, il cui muro di contenimento fu realizzato da Gerolamo Durazzo (1739-1809).