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“Esporteremo la Fersulla a Miami”
Entra nel vivo la ventinovesima edizione della Sagra della Capra e della Fersulla a Grondona con tante novità: la web cam in diretta dalle cucine, il "Capra Camp" e nuovi piatti. 250 volontari impegnati per garantire il successo di una delle sagre più longeve e apprezzate. C'è di più: "esporteremo la Fersulla a Miami"
Entra nel vivo la ventinovesima edizione della Sagra della Capra e della Fersulla a Grondona con tante novità: la web cam in diretta dalle cucine, il "Capra Camp" e nuovi piatti. 250 volontari impegnati per garantire il successo di una delle sagre più longeve e apprezzate. C'è di più: "esporteremo la Fersulla a Miami"
GRONDONA – Da cinque anni si fregia del marchio Deco e ora è pronta per “conquistare” l’America. La Fersulla di Grondona è protagonista in questi giorni della ventinovesima edizione della Sagra della Capra e della Fersulla. Oltre 250 volontari, in un paese di 550 anime, sono impegnati ad impastare, stendere e friggere la “mitica” frittella di pasta di pane, sotto l’occhio di una web cam che, dalle cucine allestite in zona campo sportivo, proietta su maxi schermi il lavoro che c’è dietro alla frittella. Dopo Grondona e il basso Piemonte, la Fersulla si prepara ora a sbarcare anche negli Stati Uniti, a Miami, per la precisione. Il progetto è quasi messo a punto e a spiegarlo è il presidente della Pro Loco Marcello Ghelardi: “Ci sono un panificio ed un ristorante pronti a proporre la nostra Fersulla sul mercato statunitense. Ora si tratta di trovare un giovane che abbia voglia di trasferirsi per un mese a Miami e avviare il business”.
Il giovane volontario che partirà per Miami, però, dovrà essere depositario dell’antica ricetta. Si narra, ma la leggenda sembra comprovata da documenti storici, che Umberto I, re d’Italia, si fosse recato in provincia di Alessandria per presenziare ad una parata. Si stacco un bottone dalla divisa e venne chiamata una giovane sarta, originaria di Grondona, appunto, che, per intrattenere il re, offrì lui una semplice frittella fatta con la pasta del pane. Piacque molto al re che volle ripagare la giovane Rosa Motto, con una moneta d’oro, ancora conservata dagli eredi della famiglia. La scena è anche ritratta in un quadro, anch’esso custodito dagli eredi.
Di Fersulla non se ne parlò per lungo tempo, se non in paese, fino a quando la famiglia Garrone non chiese alle donne del paese di ripetere la ricetta. E da allora nacque la sagra, che continua ancora oggi.
A Miami ci potrebbe arrivare grazie ai contatti di lavoro del presidente Ghreradi che è avvocato specializzato nel settore nautico. “Ai miei ospiti propongo sempre una visita a Grondona e un assaggio di Fersulla. E’ successo anche con questi miei amici americani, che l’hanno molto apprezzata. Chissà, magari da una semplice idea può nascere una grande occasione”.
Intanto, la frittella ha già ottenuto cinque anni fa il marchio Deco. Viene riproposta ogni anno nel corso della tre giorni di sagra (fino a domenica 23 agosto) nell’area del campo sportivo. Tutto il paese si mette all’opera per garantire il successo della sagra, coordinata da Umberto Bagnasco.
Oltre alla Fersulla, anche ravioli, anche questi rigorosamente fatti a mano e sul momento, costolette di capra al forno o cosciotto (novità dell’edizione 2015). Tra le novità anche una nuova farcitura della fersulla, con coppa e caprino. Sempre ottime le versioni con affettati e formaggio.
Per i più piccoli c’è il “Capra Camp”, una zona recintata e con animatore. E dopo la sagra, si balla illiscio e, a tarda notte, per i giovani, c’è il servio bar e la musica disco.