Vino Gavi, parte la vendemmia, ma non c’è l’intesa sul prezzo
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3 Settembre 2015
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Vino Gavi, parte la vendemmia, ma non c’è l’intesa sul prezzo

I produttori del Gavi Docg, per voce delle tre associazioni di categoria degli agricoltori, tornano a chiedere la convocazione di un tavolo di lavoro in Regione per stabilire il prezzo delle uve. E, intanto, sta per partire la vendemmia: "ottima annata, per qualità e quantità", confermano dal Consorzio di Tutela

I produttori del Gavi Docg, per voce delle tre associazioni di categoria degli agricoltori, tornano a chiedere la convocazione di un tavolo di lavoro in Regione per stabilire il prezzo delle uve. E, intanto, sta per partire la vendemmia: "ottima annata, per qualità e quantità", confermano dal Consorzio di Tutela

ECONOMIA E LAVORO – Tutto pronto per l’avvio della vendemmia del Gavi Docg. L’annata, secondo gli esperti, si presenta ottima, per qualità e quantità. Le piogge dell’ultimo periodo hanno rappresentato una boccata d’ossigeno dopo un’estate lunga e torrida che, però, ha fatto innalzare la qualità. Manca, però, l’accordo sul prezzo delle uve e gli agricoltori, per voce delle tre associazioni di categoria, Cia, Confagricoltura e Coldiretti, chiedono una nuova convocazione del tavolo di lavoro regionale, “disertato” dagli industriali dell’imbottigliamento all’ultimo incontro.
Circa il 70% della produzione vinicola del bianco piemontese è infatti operato da aziende dell’astigiano, e non direttamente dai produttori presenti sul territorio della Docg. “Negli ultimi sei anni il prezzo delle uve è costantemente aumentato e anche il mercato delle vendite è andato ottimamente, tanto da azzerare di fatto le scorte di magazzino”, spiega il presidente del Consorzio di Tutela Maurizio Montobbio. Il problema dell’aumento della forbice tra prezzo dell’uva, riconosciuto ai viticoltori, e il prezzo delle vendite delle bottiglie, ottenuto dai distributori, potrebbe quindi presentarsi a breve, a “vantaggio” della parte industriale, meno interessata, a questo punto, a trovare un punto di incontro con gli agricoltori.
“Dal 2010 al 2014, per merito del modello organizzativo e anche per un miglioramento del mercato, il Gavi è cresciuto e insieme ad esso anche il reddito dei produttori delle uve, risultato (ad ettaro) ritenuto più che accettabile”, spiegano dalle associazioni di categoria dei produttori i quali chiedono, a questo punto, di “riproporre l’accordo di Paritetica, per prezzo e resa”.
Le tre Confederazioni, accogliendo le esigenze degli associati, hanno sollecitato ripetutamente l’assessore regionale Giorgio Ferrero per attivare il Tavolo di filiera alla vigilia della vendemmia. Nonostante si parli di ulteriore aumento del prezzo delle uve oggetto di contrattazione, la preoccupazione del mondo agricolo è relativa al fatto che la “mancata sottoscrizione di un accordo determinerà un mercato incontrollato, da cui gli imprenditori agricoli non trarranno alcun beneficio, e comunque non durevole nel tempo”.
“La nostra posizione – conclude Montoggio – sarà quella di riproporre al tavolo la medesima resa dello scorso anno, con una possibile variazione del 10% sulle scorte”.
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