I libri, oggetti misteriosi o noiosi?
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Angela Agostino Gasparo  
16 Settembre 2015
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I libri, oggetti misteriosi o noiosi?

Il rapporto di Save the children sulla “povertà educativa” è stato pubblicato proprio in questi giorni, quando tutti gli studenti sono ritornati tra i banchi di scuola. I dati non sono per nulla incoraggianti e la caccia ai colpevoli è partita: la famiglia, la scuola, il cellulare, internet e via di seguito. Ma gli adulti che fanno?

Il rapporto di Save the children sulla ?povertà educativa? è stato pubblicato proprio in questi giorni, quando tutti gli studenti sono ritornati tra i banchi di scuola. I dati non sono per nulla incoraggianti e la caccia ai colpevoli è partita: la famiglia, la scuola, il cellulare, internet e via di seguito. Ma gli adulti che fanno?

OPINIONI – Il rapporto di Save the children sulla “povertà educativa” è stato pubblicato proprio in questi giorni, quando tutti gli studenti sono ritornati tra i banchi di scuola. I dati non sono per nulla incoraggianti. Prendiamo in considerazione uno degli aspetti evidenziati dall’associazione: la lettura.
Tra gli adolescenti di 15 anni, uno su cinque non supera il “livello minimo di competenza in lettura”, il 48,4% degli alunni tra i 6 e 17 anni non ha letto un solo libro nell’anno precedente.
La caccia ai colpevoli è partita: la famiglia, la scuola, il cellulare, internet e via di seguito.
Ma gli adulti che fanno? Non si sa con certezza, uno dei studi a disposizione è quello dell’Aie (associazione italiana editore) pubblicato dal Sole24 ore lo scorso gennaio. I dati non fanno distinzione tra giovani lettori e adulti e ci dicono che nel 2014 solo il 41,4% ha letto un libro, quindi a non leggere sono quasi il 59%. Insomma non siamo messi bene.
Convincere un adolescente a leggere un libro è un’impresa.
All’inizio delle vacanze la maggior parte degli insegnanti consegna l’elenco dei libri tra cui scegliere i testi da leggere durante l’estate. Elenco che negli anni si è “svecchiato” parecchio, i professori hanno inserito autori contemporanei, anche testi leggeri, insomma sono lontani i tempi in cui ci si ritrovava “Le mie prigioni” di Silvio Pellico. Ma i riscontri restano modesti, mentre la ricerca su internet per scaricare il riassunto dei libri scelti, è sempre frenetica.
Sembrano lontani i tempi in cui si assisteva alle file di attesa per l’uscita dell’ultimo Harry Potter.

Leggere è visto come un’attività noiosa, quando non addirittura inutile. E gli e-book non sembrano aver conquistato il pubblico giovanile.
Non sembra esserci una soluzione a portata di mano. Pur di vedere uno dei ragazzi con un libro in mano sono disposta a raccomandare tutte le biografie dei calciatori presenti in libreria e le biografie dei corrispettivi femminili. E sono da sempre una sostenitrice dei fumetti, che potrebbero essere un ottimo compromesso.
Ma se i ragazzi non vedono gli adulti con dei libri in mano, è difficile pretendere che lo facciano loro perchè “devono”. Il punto alla fine è sempre questo: dare il buon esempio.
Nello studio di Save the children c’è un altro dato che va preso seriamente in considerazione: la sicurezza degli edifici scolastici. “La metà degli istituti – con marcate differenze regionali – è priva di un certificato di agibilità e/o abitabilità (45%) mentre il 54% degli edifici non è in regola con le normative anti-incendio e il 32 non rispetta le norme antisismiche, sebbene il 40% degli istituti si trovi proprio in zone a rischio sismico e il 10% in quelle a rischio idrogeologico. Le peggiori sono Toscana, Campania, Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Veneto”, scrive la rivista Wired che riporta lo studio di Save the children. E qui, invece, la soluzione non può e non deve essere rimandata a data da destinarsi.

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