La tela come pentagramma
Accolta nella piccola galleria gaviese, la mostra intitolata Tela come Pentagramma: Wagner a San Pietroburgo, accoglie alcuni dipinti a olio o tecnica mista su tela, inediti lavori despressività astratta, realizzati nellultimo biennio dallartista Greta Maciulaitis, uruguayana di nascita e oggi residente nel tortonese
Accolta nella piccola galleria gaviese, la mostra intitolata ?Tela come Pentagramma: Wagner a San Pietroburgo?, accoglie alcuni dipinti a olio o tecnica mista su tela, inediti lavori d?espressività astratta, realizzati nell?ultimo biennio dall?artista Greta Maciulaitis, uruguayana di nascita e oggi residente nel tortonese
GAVI – Accolta nella piccola galleria gaviese, la mostra intitolata “Tela come Pentagramma: Wagner a San Pietroburgo”, accoglie alcuni dipinti a olio o tecnica mista su tela, inediti lavori d’espressività astratta, realizzati nell’ultimo biennio dall’artista Greta Maciulaitis, uruguayana di nascita e oggi residente nel tortonese. La sua pittura, che più che mai in questi dipinti si identifica con un uso dominante, puro e selvatico, del colore, propone un cromatismo condensato e pastoso di cui, suggerisce il titolo stesso dell’esposizione, il pittore si serve come il musicista delle note.
Artefice di un dipingere che marca l’elemento gestuale e il contatto quasi fisico con la materia, attraverso questi quadri Greta Maciulaitis accompagna l’osservatore nell’intimità del dramma wagneriano “L’Olandese Volante” al quale l’autrice ha assistito durante un soggiorno a San Pietroburgo. La potenza dei sentimenti suscitati dalla musica, dalla tragicità della vicenda, è qui tradotta nel sovrapporsi di campiture dense, per lo più cupe o sanguigne, mosse l’una sull’altra dalla generosità di una spatola che ora apre, ora chiude il segno.
Attraverso i quadri si snoda la leggenda dell’Olandese, un uomo condannato a un navigare senza approdo per aver maledetto Dio; della giovane Senta, che sacrifica la sua vita e spezza col suo amore la maledizione del vascello fantasma; del cacciatore Erik, il ragazzo che, innamorato di lei, assiste impotente, insieme al vecchio Daland, padre di Senta, al compiersi della tragedia.
Le atmosfere spettrali, sottomarine, si risolvono in note cromatiche chiare e calde, toni d’alba e di luce, nelle tele dedicate a quella redenzione che la generosità e la purezza di Senta – così perfettamente religiose e romantiche, astratte, letterarie, liriche-regalano all’Olandese.
La presente personale s’inserisce in un anno ricco di presenze e partecipazioni importanti di un’artista già nota in Italia e all’estero, quali l’edizione 2015 di Arte Genova e, sempre nel capoluogo ligure, la Biennale Esposizione Internazionale di Arte Contemporanea.
La mostra sarà aperta fino al 27 settembre, in Corte Zerbo, a Gavi, con i seguenti orari: da giovedì a domenica dalle 17.00 alle 19.00 (sabato anche dalle 21.00 alle 23.00). Ingresso libero.