Ultima chiamata per la Regione sul treno della logistica
Slala, i sindaci e i parlamentari della Provincia tirano per la giacchetta il presidente Chiamparino per strappare una promessa sul futuro degli scali di Alessandria e Novi San Bovo. C'era un accordo con Cipe per il rilancio, collegato al Terzo Valico. Ma la Regione sul tema non si è più espressa
Slala, i sindaci e i parlamentari della Provincia tirano per la giacchetta il presidente Chiamparino per strappare una promessa sul futuro degli scali di Alessandria e Novi San Bovo. ?C'era un accordo con Cipe per il rilancio, collegato al Terzo Valico. Ma la Regione sul tema non si è più espressa?
PROVINCIA – Slala, i sindaci e i parlamentari della Provincia tirano per la giacchetta il presidente Chiamparino per strappare qualcosa di più di una promessa sul futuro degli scali di Alessandria e Novi San Bovo.La mossa è stata concordata a seguito dell’assemblea di Slala durante la quale il presidente Bruno Binasco ha fatto presente che la Regione Piemonte non ha in previsione la realizzazione di infrastrutture logistiche lungo il tracciato della grande opera. Slala si è quindi presa la briga di scrivere una lettera dai toni piuttosto duri indirizzata al governatore Sergio Chiamparino, che sarà sottoscritta, almeno è l’auspicio, dai sindaci e dai rappresentanti in parlamento.
“E’ ora che il territorio, nel suo insieme, chieda di aprire un confronto con la Regione sullo sviluppo della logistica. Non è pensabile che l’alessandrino venga ‘dimenticato’ nel disegno della movimentazione delle merci.” spiega il senatore Daniele Borioli che, insieme al collega Federico Fornaro e ai sindaci di Alessandria, Novi e Tortona erano presenti all’assemblea.
Secondo Borioli il discorso della logistica va visto a prescindere da quello del Terzo Valico. La linea ferroviaria ad alta capacità tra Genova e Milano però centra eccome.
Intanto perchè c’era un accordo sottoscritto dal Cipe, comitato interministeriale per la programmazione, in cui era stato preso l’impegno all’utilizzo dei due scali nell’ambito dell’opera, ad oggi unica grande opera ad essere stata (parzialmente) finanziata in Italia.
E, in secondo luogo perchè il proseguimento dei lavori potrebbe diventare l’unica “merce di scambio” in mano ai sindaci come contropartita a realizzare l’opera che, altrimenti rischia di passare sul territorio senza lasciare nulla di concreto. “Fino ad oggi abbiamo tenuto un atteggiamento responsabile – dice il sindaco di Alessandria Rita Rossa – trovando accordi, ad esempio, sull’utilizzo delle cave. Ma non possiamo permettere che il nostro territorio subisca solo i disagi, senza nulla in cambio”.

Il riferimento è agli investimenti sulle piattaforme del cuneese e del novarese. “Il realtà la Regione sembra non avere le idee chiare in proposito, lasciando completamente cadere, dal governo Cota in poi, il discorso della logistica”, precisa Borioli.
Il “padre” spirituale del Terzo Valico, il senatore del Pd, ricorda, infatti, come esistesse un progetto complessivo della Regione e come i fondi destinati allo scalo alessandrino siano stati poi sottratti dal capitolo di bilancio.
L’alessandrino rischia di diventare, così, un “cono d’ombra”.
Il cuneese sarebbe infatti funzionale allo sviluppo del porto di Savona, che è già una realtà. Rivalta a quello di Genova, verso Milano. “Ma a Savona non può rivolgersi solo a Cuneo”, sostiene Borioli.
L’autorità portuale di Savona, peraltro, è tra i soci della Fondazione Slala…
Secondo Borioli, tuttavia, “la vocazione logistica dell’alessandrino è ancora una carta valida. Ricordiamo infatti che è appena terminata un’opera come il raddoppio del canale di Suez che guarda naturalmente alla Liguria e questa al Piemonte come retroporto naturale. Nell’alessandrino ci sono già gli spazi, che vanno ammodernati”.
Rif, che è proprietaria degli scali, fa però orecchie da mercante. “Ma è la Regione che ha la competenza per la pianificazione territoriale”, ricordano il senatore e il sindaco Rossa. La palla, insomma, torna a Chiamparino.