Legge 106: cogliamone le opportunità
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Luisa Lombardi - redazione@ilnovese.info  
21 Settembre 2015
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Legge 106: cogliamone le opportunità

Leggendolo in modo semplificato ed ottimistico, l’art. 5 della legge 106/2011 consente di intervenire su determinate aree in deroga al piano regolatore. Nasce infatti con lo scopo di rilanciare l’edilizia e consente, a patto di rispettare certi criteri, di avere maggiori libertà di azione nel definire le caratteristiche del nuovo edificato

Leggendolo in modo semplificato ed ottimistico, l?art. 5 della legge 106/2011 consente di intervenire su determinate aree in deroga al piano regolatore. Nasce infatti con lo scopo di rilanciare l?edilizia e consente, a patto di rispettare certi criteri, di avere maggiori libertà di azione nel definire le caratteristiche del nuovo edificato

“Se non fossi un ottimista, sarebbe per me impossibile essere un architetto.”
Norman Foster

OPINIONI – Al di là delle numerose polemiche intorno al tema della legge 106 e delle infinite e differenti interpretazioni, a mio parere, sarebbe opportuno affrontare l’argomento da un punto di vista differente rispetto a quello fino ad ora considerato.
Leggendolo in modo semplificato ed ottimistico, l’art. 5 della legge 106/2011 consente di intervenire su determinate aree in deroga al piano regolatore. Nasce infatti con lo scopo di rilanciare l’edilizia e consente, a patto di rispettare certi criteri, di avere maggiori libertà di azione nel definire le caratteristiche del nuovo edificato.
Pare che nella nostra città siano numerosi gli interventi in programma e molto se ne è parlato nei mesi passati, ma sorvoliamo sui progetti specifici e sulle numerose polemiche a riguardo, sulle discussioni e sulle soluzioni adottate ed occupiamoci, per una volta, di architettura ed urbanistica.
Senza pensare ai singoli interventi ritengo importante fare alcune considerazioni di carattere generico per non perdere di vista il vero fulcro della questione. Stiamo parlando di architettura, di costruire, di recuperare. In altri termini stiamo parlando di opportunità, della possibilità di fare interventi che, se pensati dando il valore che meritano a progetto e innovazione, potrebbero essere il trampolino di lancio per costruire qualcosa di nuovo. E con qualcosa di nuovo intendo nuovo veramente, qualcosa che ci consenta di passare oltre allo stallo architettonico in cui ci troviamo.
Avere la possibilità, oggi, di progettare un’area deve essere considerato un privilegio: il privilegio di poter creare qualcosa di diverso. Non ci si può più permettere, perché sono poche le occasioni di costruire da zero, di fare progetti comodi e veloci, di copiare il condominio vicino. Non è impossibile rispettare il contesto e al tempo testo dare un segno di cambiamento. Non farlo significherebbe buttare una grande opportunità: l’opportunità di dare una svolta al panorama del costruito. Non è solo un vezzo, ma è un dovere degli architetti fare qualcosa per il luogo per cui si progetta, fare qualcosa che connoti l’architettura di oggi anche per dare un svolta innovativa alla nostra città.

 

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