“Tu sai cosa è l’andrologia?”
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
30 Settembre 2015
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“Tu sai cosa è l’andrologia?”

Una percentuale compresa tra il 40 e il 45% dei giovani sotto i 18 anni hanno problemi andrologici, ma i controlli non si fanno. E' uno dei risultati del progetto Pass, portato avanti da sei anni dall'Asl di Alessandria grazie ai contributi Rotary e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria

Una percentuale compresa tra il 40 e il 45% dei giovani sotto i 18 anni hanno problemi andrologici, ma i controlli non si fanno. E' uno dei risultati del progetto Pass, portato avanti da sei anni dall'Asl di Alessandria grazie ai contributi Rotary e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria

PROVINCIA – Una percentuale compresa tra il 40 e il 45% dei giovani sotto i 18 anni hanno problemi andrologici, che possono causare problemi di sessualità e di fertilità. Ma in tanti non lo sanno. Parte da questo dato il progetto Pass che, dal 2009, viene portato avanti dall’Asl di Alessandria – inizialmente a Novi e Tortona, da quest’anno anche ad Alessandria – grazie ai contributi Rotary e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Se per le ragazze la prevenzione è già un dato di fatto (basti pensare al vaccino contro il papolloma virus), per i ragazzi il concetto di prevenzione è ancora lontano.

“Un tempo c’era la visita di leva, a cui venivano sottoposti tutti i ragazzi al compimento dei 18 anni. Oggi, non essendo obbligatoria, la visita non è più effettuata”, fanno presenti Franco Montefiore e Armando Serao (nella foto a sinistra), rispettivamente dirigente della struttura operativa di Urologia negli ospedali di Novi e Tortona e dirigente dell’Aso di Alessandria. Ma se gli ultimi dati dei controlli di leva indicavano una percentuale di problematiche pari a quella attuale, “significa che non abbiamo fatto molto”.
Con il progetto Pass, però, in provincia di Alessandria la prevenzione andrologica viene fatta.
L’obiettivo del progetto è quello di “sensibilizzare la popolazione maschile, cominciando dai ragazzi, sulle problematiche legate alla sessualità, alla fertilità e alla prevenzione oncologica in ambito urologico. E diffondere una maggiore consapevolezza dell’importanza di recarsi regolarmente dallo specialista di riferimento per prendersi cura della propria salute”.
La salute riproduttiva e sessuale – spiegano i due medici – viene presa in considerazione solo quando le problematiche diventano eclatanti, spesso con un ritardo che vanifica l’azione medica e si accompagna a una crescita dei costi sanitari. Ecco quindi l’importanza di evidenziarle precocemente.

I dati raccolti in questi anni forniscono un’indicazione importante di quello che è la realtà.
Nel 2014 hanno partecipato 679 alunni delle classi quinte; nel 2015 sono stati 539. Sono 63 quelli visitati nel 2014 e nel 2015 il numero è stato di 134. Il dato preoccupante è che in 111 casi, nel 2014, e 64 casi, nel 2015, si sono riscontrate patologie. La più diffusa è la patologia testicolare e quella peninea.

Il 9 anni di progetto sono state prodotte 4 mila schede che, ora, verranno rielaborate, tenendo conto degli stili di vita e del luogo di residenza. “Ora quando chiediamo ai ragazzi, nella compilazione della scheda, ‘sai cosa è l’andrologia?’ inizia a salire il numero di risposte positive”. 
“Sarebbe importante – conclude Armando Serao – completare il progetto affiancando alla figura dell’andrologo anche quella di un ginecologo e di un psicosessuologo”.
“Raccogliamo la sfida e siamo pronti ad accogliere proposte”, ha promesso il presidente della Fondazione Pier Angelo Taverna.

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