Emergenza idrica, D’Ascenzi: “si lavora su più fronti”
Lemergenza idrica che la città ha dovuto sopportare nei giorni scorsi a causa della piena del torrente Scrivia legata allalluvione verificatasi in Liguria, è stata oggetto di dibattito, martedì sera, in commissione consiliare Lavori Pubblici
L?emergenza idrica che la città ha dovuto sopportare nei giorni scorsi a causa della piena del torrente Scrivia legata all?alluvione verificatasi in Liguria, è stata oggetto di dibattito, martedì sera, in commissione consiliare Lavori Pubblici
NOVI LIGURE – L’emergenza idrica che la città ha dovuto sopportare nei giorni scorsi a causa della piena del torrente Scrivia legata all’alluvione verificatasi in Liguria, è stata oggetto di dibattito, martedì sera, in commissione consiliare Lavori Pubblici. L’amministratore delegato di Acos spa Mauro D’Ascenzi ha ripercorso brevemente quanto è accaduto e, poi, ha illustrato quali sono le linee d’azione sulle quali sta lavorando Gestione Acqua spa, società che gestisce il servizio, per trovare una soluzione adeguata.“Purtroppo rispetto al passato gli eventi alluvionali si ripetono con una certa frequenza – dice D’Ascenzi – In passato avvenivano ogni dieci o più anni, oggi invece a meno da un anno dall’alluvione del 2014 si sono avute piogge abbondanti e anomale. Dal 2014 abbiamo iniziato uno studio interno per risolvere il problema. Non esiste, però, una unica possibilità. Si lavora su più fronti. Uno dei punti principali è quello di proteggere i pozzi dallo Scrivia in piena. Una delle strade percorribili è quella di riportare l’alveo del fiume distante dal sub alveo dove insistono i pozzi ma questa operazione non può essere svolta da noi con una ruspa. È necessario il nulla osta da parte del Magistrato del Po e dagli altri enti preposti alla tutela delle acque”.
Aggiunge D’Ascenzi: “Qualche anno fa avevamo presentato un progetto di realizzazione di una “briglia” così da permettere la salvezza dei pozzi regimentando l’alveo. Purtroppo, però, tale progetto è stato bocciato dal Magistrato del Po perché l’intervento avrebbe impedito la risalta del torrente da parte delle trote”.

L’Ato ha predisposto 5 milioni di euro per gli investimenti, una parte di questa cifra va a coprire spese urgenti, rimangono 3 milioni di euro che devono essere distribuiti fra 60 Comuni “si capisce che – sottolinea D’Ascenzi – si tratta di cifre modeste a fronte delle spese che si devono affrontare”. A Bettole di Novi dove si trovano gli impianti di captazione, i pozzi sono 11 dei quali 2 alimentati dalle sorgenti collinari, gli altri dalla falda. “L’unica falda che si potrebbe utilizzare per potenziare il nostro impianto- dice Risso- è quella di Predosa ma già in passato ci sono state delle difficoltà”. Oggi Gestione Acqua spa si sta attivando per ingrandire i filtri così da aumentare la capacità di filtrazione.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Fabrizio Gallo, dopo aver rivolto alcune domande tecniche, ha riportato l’attenzione della commissione sulla decisione presa dal consiglio comunale nei mesi scorsi di pubblicare i dati relativi agli esami dell’acqua. Oggi i dati vengono pubblicati ogni 6 mesi come prescritto dalla legge. “Crediamo sia assolutamente giusto – risponde D’Ascenzi – pubblicare tali dati, dobbiamo però capire il programma informatico corretto per poter trasmetterli. Certamente, comunque, lo faremo”.