Tra Milano e Genova
Dopo un lungo periodo Tortona e Novi tornano a pensare in ottiche geografiche differenti, la prima occhieggia la Lombardia, la seconda corteggia la Liguria
Dopo un lungo periodo Tortona e Novi tornano a pensare in ottiche geografiche differenti, la prima occhieggia la Lombardia, la seconda corteggia la Liguria
OPINIONI – Dopo un lungo periodo Tortona e Novi tornano a pensare in ottiche geografiche differenti, la prima occhieggia la Lombardia, la seconda corteggia la Liguria. Nel presente ci sono tracce della storia delle due città, poli estremi nei secoli tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Genova, Novi addirittura conserva quel “ligure” fonte di fraintendimenti che trasformano di tanto in tanto il Viale della Rimembranza in una passeggiata a mare. Pochi sanno che Novi si nomò brevemente, negli anni del regime, “Novi Piemonte”, una parentesi che non ha intaccato la parentela con i vicini dell’altro versante dell’Appennino.
La relazione tra le due città per chi scrive è un pezzo di vita, MAD infatti abita a Tortona, ma da quasi trent’anni lavora a Novi ed infatti, a volte, fa fatica a determinare la sua appartenenza, quasi avesse un piede qui e uno là e il cuore nella Fraschetta per par condicio. Fatto sta che da trent’anni la nostra MAD respira la presunzione lombarda dei Tortonesi e la praticità tutta ligure dei Novesi, è stretta in una morsa tra baci di dama e focaccia novese, tra Barbera e Dolcetto, tra Timorasso e Cortese.
Dopo questo cappello introduttivo con sfumature storiche ed autobiografiche veniamo al punto, cioè ai fatti degli ultimi tempi che ripropongono la vexata quaestio regional geografica. Partiamo da Tortona.
La città vive un momento difficile. È la crisi, bellezza, si dirà, ma mai come in questo periodo un sentimento cupo serpeggia tra gli eleganti portici Frascaroli e Piazza Duomo. Non è solo una questione economica con la mancanza di lavoro e la città che diventa un dormitorio, il “grande lutto” è la chiusura dell’ospedale, annunciata col ridimensionamento drastico, prossima ventura stando agli ultimi atti amministrativi.
Non sto a far tutta la storia, ci sono stati fiumi di parole sulla stampa locale e ripeterei cose già dette, ma per una città di trentamila abitanti, abituata ad avere il proprio nosocomio, anche con reparti di eccellenza, la soppressione è davvero durissima da digerire. Ed ecco la proposta che fa discutere chiedere l’annessione alla Lombardia nella speranza di salvare l’ospedale.
Già allo stato attuale sono molti i Tortonesi che scelgono Voghera, Varzi, Pieve del Cairo, Stradella per aggirare i lunghi tempi d’attesa per interventi e visite. Sarà necessario arrivare a tanto? E come potrà avvenire il passaggio e in quali tempi?
Credo che per il momento nessuno abbia le risposte a questi quesiti e ci si chiede se la minaccia dell’abbandono del Piemonte sia appunto una minaccia, cioè un tentativo per ottenere che le decisioni prese dalla Regione e già in fase di attuazione possano essere modificate e lo smantellamento interrotto, forse una speranza peregrina.

Molto probabilmente l’invito poco ha a che fare con il succitato equivoco ed invece rappresenta il tentativo di instaurare un rapporto tra la città e la vicina regione, partendo da cordiali relazioni tra gli amministratori. Nell’ambito appunto di tali dinamiche un posto rilevante avrà la discussione sul futuro del Terzo Valico, futuro sul quale si è abbattuta di recente la notizia della mancata collocazione della logistica nell’Alessandrino.
Qualche mese fa, Fabrizio Palenzona, prima delle recenti vicende che lo riguardano, per primo aveva parlato dell’inutilità della costosa opera considerato lo stato attuale. Intanto I lavori proseguono ed una parte dell’Appennino piemontese e ligure reca già i segni (i danni?) sul tracciato del famoso tratto ferroviario. Che di questo voglia parlare Muliere a Toti mentre mostra le bellezze novesi al governatore ligure? Può essere, come può essere normale attività di pubbliche relazioni tese a cordiali rapporti di vicinanza.
Mentre qui ci si dibatte tra Lombardia e Liguria, il Piemonte tace, chiuso nella sua riservatezza sabauda.
Un saluto da MAD persa nelle nebbie della Fraschetta, la Terra di Mezzo. Ops! M’è sembrato di vedere un orco.