Presidio all’Interporto: “salviamo la logistica”
Un presidio davanti all'Interporto di Rivalta Scrivia per chiedere un intervento a tutela dei lavoratori: a chiederlo sono Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti, che hanno organizzato per la mattinata di ieri, giovedì 22 ottobre, una giornata di sciopero
Un presidio davanti all'Interporto di Rivalta Scrivia per chiedere un intervento a tutela dei lavoratori: a chiederlo sono Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti, che hanno organizzato per la mattinata di ieri, giovedì 22 ottobre, una giornata di sciopero
TORTONA – “Volevamo richiamare l’attenzione su questo problema, creare del fastidio perché fosse chiaro a tutti quali rischi si corrono: ci siamo riusciti”. A parlare, nel presidio allestito nella mattina di giovedì 22 ottobre di fronte all’ingresso dell’Interporto di Rivalta Scrivia, è Angelo Barrocu, segretario responsabile Uil per Cooperative e Logistica. “Speravamo in un presidio più nutrito – commenta – dal momento che sono a rischio dei posti di lavoro, ma abbiamo comunque fatto la nostra parte. Vogliamo che sia chiaro cosa si rischia”.
Dopo il trasferimento a Torre Garofoli dei magazzini della In’S, infatti, tocca a Le Roy Merlin, che nel 2016 sposterà a Castel San Giovanni il proprio magazzino, con le conseguenze, preoccupanti, per i lavoratori che al momento sono impiegati nel polo di Rivalta. I centotrentuno attualmente impegnati nel magazzino dell’azienda francese avranno infatti sorti diverse: quarantuno, dipendenti diretti della Katoen Natie, la multinazionale belga che gestisce l’interporto di Rivalta, sono riusciti ad ottenere la cassa integrazione straordinaria, con il conseguente contratto di solidarietà. Diversa sorte per i novanta lavoratori delle cooperative, che si son visti respingere tale richiesta e che andranno incontro, se le cose non cambieranno, alla procedura di licenziamento collettivo.
“Un grave segnale – continua Barrocu – che diventa ancora più preoccupante se si considera che, all’indomani della grande crisi del 2008, l’Interporto aveva fatto da ammortizzatore sociale, assorbendo parte della richiesta di lavoro. Oggi, però, i clienti più grandi si trasferiscono e non si vedono nuove possibilità all’orizzonte: ci troviamo in un crocevia importante, non soltanto a livello cittadino ma regionale. Per questo auspichiamo un coinvolgimento da parte dei politici locali, e per questo motivo siamo qui, questa mattina. Si corre il rischio che il sito diventi deserto, che molte persone restino senza un lavoro: anche quelli che questa mattina non sono qui a scioperare, perché hanno avuto paura o perché è stato loro suggerito di non partecipare”. “Lunedì avremo un tavolo di trattativa – spiega Raffaele Benedetto, segretario provinciale della Filt-Cgil – e intendiamo coinvolgere tutti, anche le forze politiche, nel tavolo di trattativa avviato per tutelare i lavoratori. Tortona, del resto, si basa principalmente sulla logistica: come si fa a non intervenire?”