La Mangini torna da Fossano con le ossa rotte
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Maurizio Iappini - sport@alessandrianews.it  
25 Ottobre 2015
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La Mangini torna da Fossano con le ossa rotte

Novesi mai all'altezza dell'avversario, alla fine finisce 3-1 per i cuneesi. Coach Dogliero. "Dobbiamo darci una regolata, e qualcuno sta dando molto meno di quanto potrebbe"

Novesi mai all'altezza dell'avversario, alla fine finisce 3-1 per i cuneesi. Coach Dogliero. "Dobbiamo darci una regolata, e qualcuno sta dando molto meno di quanto potrebbe"

NOVI LIGURE – Se la prima di B1 aveva fatto sperare in un campionato decoroso, la prima trasferta a Fossano ha dato uno schiaffo morale in faccia alla Mangini. Più che la sconfitta (3-1 in quasi due ore di gioco, parziali 25-20 / 18-25 / 25-16 / 25-22) fa male il modo in cui è maturata perché i novesi non sono mai stati in grado di mettere in difficoltà i cuneesi, complice la giornata storta di molti elementi che ha portato a errori marchiani nei fondamentali e in un torneo dove ogni minimo errore viene pagato a caro prezzo, assommare i difetti significa fare davvero poca strada. Ricezione quasi inesistente, palleggio in difficoltà, attacco prevedibile e difesa inefficace le chiavi della sconfitta della Mangini che per non recitare un ruolo da comparsa (o, peggio ancora, da spettatore non pagante) dovrà cambiare registro soprattutto nella voglia di vincere perché errori di presunzione una neopromossa non ne deve commettere e deve giocare ogni partita con la grinta e determinazione di una finale di coppa del mondo anche per sopperire al gap tecnico con molte rivali.

Fossano invece è squadra che rimane alla portata dei novesi a condizione però che i biancoblù giochino al massimo e non con il fare distratto e svogliato che si è visto coi langaroli. Lo sa anche coach Dogliero che non accampa scuse e non le manda a dire ai suoi giocatori: “Dobbiamo darci un obiettivo anche perché l’assenza di retrocessioni rischia di farci rendere meno di quello che possiamo, dobbiamo tornare a pensare come se l’ultimo posto significasse retrocessione. Così non possiamo andare avanti, fatichiamo a tenere il campo per l’intero match e in tanti anno so, per esperienza, che se si gioca due ore e si perde 3-1 c‘è qualcosa che non va. Il risultato è giusto perché nel volley vince chi merita. Il gruppo non è scarso ma dobbiamo darci una regolata: ci sono i nuovi che vanno aiutati a inserirsi nei meccanismi (anche loro però devono aumentare il passo per non rimanere indietro) e qualche elemento che invece va bacchettato perché rende meno delle sue possibilità. Non ce lo possiamo permettere”. Parole che dovranno avere una risposta fin da sabato sera quando a Novi arriveranno i Diavoli Rosa Brugherio altra formazione sulla carta non superiore alla Mangini a condizione che i novesi mettano da parte la presunzione, facciano un bel bagno di umiltà e tornino a essere la Mangini. A loro, quest’anno, non si chiede altro.

 

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