“Chiarezza sull’amianto o non concediamo le cave”
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
10 Novembre 2015
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“Chiarezza sull’amianto o non concediamo le cave”

Stop all'utilizzo delle cave di pianura del terzo valico se non ci sarà chiarezza sullo smaltimento dell'amianto. E' il nuovo ultimatum lanciato dai sindaci dei comuni interessati ai lavori del terzo valico dei Giovi dopo il sopralluogo della commissione lavori pubblici del Senato e la riunione in Prefettura. Il "giallo" dei dati (diversi) di Cociv e Arpa

Stop all'utilizzo delle cave di pianura del terzo valico se non ci sarà chiarezza sullo smaltimento dell'amianto. E' il nuovo ultimatum lanciato dai sindaci dei comuni interessati ai lavori del terzo valico dei Giovi dopo il sopralluogo della commissione lavori pubblici del Senato e la riunione in Prefettura. Il "giallo" dei dati (diversi) di Cociv e Arpa

ALESSANDRIA – Stop all’utilizzo delle cave di pianura del terzo valico se non ci sarà chairezza sullo smaltimento dell’amianto. E’ il nuovo ultimatum lanciato dai sindaci dei comuni interessati ai lavori del terzo valico dei Giovi dopo il sopralluogo della commissione lavori pubblici del Senato e la riunione in Prefettura.
Ieri, lunedì, sei senatori della Repubblica hanno effettuato una visita ai cantieri di Campomorone (Genova) e Voltaggio (Alessandria). In realtà, un ritardo sulla tabella di marcia ha impedito la visita al cantiere piemontese: la commissione, scortata da un gran numero di uomini delle forze dell’ordine, si è limitata a sostare all’ex oratorio di Sant’Agostino, struttura di proprietà della fondazione Duchessa di Galliera, ristrutturata per ospitare una quarantina di dipendenti Cociv.

La discussione è, tuttavia, scoppiata nella riunione pomeridiana che si è tenuta in Prefettura, alla presenza dei sindaci del territorio, dei presidenti delle regioni Piemonte e Liguria, dei direttori di Arpa delle due regioni.
Ad illustrare i risultati dei lavori è stato il presidente della commissione Altero Matteoli.
“Esiste un problema relativo alla presenza di amianto e allo smaltimento dello smarino relativamente ai lavori del Terzo Valico dei Giovi”, ha esordito l’ex ministro.
Il problema sta nell’interpretazione della legge e nelle metodoligie di rilevamento delle “rocce verdi”, ossia contenenti amianto.
I sindaci chiedono ad Arpa di “fare chiarezza” una volta per tutte e dare garanzia sulla sicurezza di lavoratori e abitanti. In assenza di garanzie, sono pronti a negare i pareri per l’utilizzo delle cave da parte di Cociv.

E’ stata Arpa, nel corso della conferenza stampa, a parlare di “metodologie differenti” rispetto a quelle adottate da Cociv. Il consorzio di imprese per la realizzazione dell’opera assicura, però, di “applicare la legge vigente”.
Arpa e in sindaci, però, ritengono che questa non offra sufficienti garanzie e chiedono un abbassamento dei limiti fino a 100 milligrammi per chilo di roccia, contro i 1000 milligrammi di legge.

Il “giallo” dei rilevamenti nella cava Castellaro, cantiere di Cravasco, in provincia di Genova, è esemplare: qui è stato registrato per ora l’unico sforamento dei limiti previsti per legge. La presenza di amianto sarebbe stata, secondo il “metodo Arpa”, di 1700 milligrammi; secondo Cociv – che dice di attenersi alla legge vigente – di 700. I lavori al cantiere sono, al momento sospesi, ma dovrebbero riprendere a breve.
“Il materiale viene comunque trattato come rifiuto”, assicura Cociv, quindi impacchettato in sacchi, i big bags, ed avviato allo smaltimento in discariche o impianti specializzati.
I lavori a Cravasco dovrebbero comunque riprendere nel giro di qualche settimana.

Sul fronte piemontese, invece, non si sono mai fermati in quanto “non se ne vede, allo stato attuale, la necessità ma – aggiunge Matteoli – se dovesse essere rilevato amianto, valuteremo”.

Intanto, il sindaco di Alessandria Rita Rossa chiede “con forza che Arpa chiarisca una volta per tutte i termini della questione dello smarino”.
“Personalmente – ha continuato Rossa – ho adottato gli atti necessari per mettere a disposizione le cave del mio territorio a fronte di precise garanzie. Non sono disposta a contrabbandare la salute dei miei concittadini per cui se queste garanzie vengono meno sono pronta ad adottare un atto di sospensiva della disponibilità del mio Comune a ricevere lo smarino finché Arpa non avrà sciolto ogni possibile dubbio”.
Arpa, su richiesta della commissione stessa, si è impegnata a “produrre la documentazione relativa alla nota presentata in sede di Osservatorio Ambientale a Genova il 5 novembre scorso relativa alle modalità di analisi del materiale di scavo”.

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