Le Comunità Montane si trasformano
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Stefania Cava - stefania.cava@alessandrianews.it  
12 Novembre 2015
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Le Comunità Montane si trasformano

Addio alle Comunità Montane, arrivano le Unioni e le Forme Associative Comunali. Valmaggia: "Un naturale passaggio per adeguare lo Statuto della Regione Piemonte al nuovo assetto"

Addio alle Comunità Montane, arrivano le Unioni e le Forme Associative Comunali. Valmaggia: "Un naturale passaggio per adeguare lo Statuto della Regione Piemonte al nuovo assetto"

SOCIETA’- Via le Comunità Montane dallo Statuto della Regione Piemonte, arrivano le Unioni Montane e le forme associative comunali. A deciderlo il Consiglio Regionale, che ha approvato all’unanimità la modifica statuaria che sancisce la fine delle Comunità Montane all’interno della legislazione piemontese. L’articolato, licenziato dalla Prima Commissione all’unanimità lo scorso 19 ottobre, recepisce le proposte emendative presentate dall’Uncem che introducono, in Statuto, il riferimento alle “Unione montane” quali forme speciali di associazionismo comunale.
 
“Questo provvedimento – ha dichiarato l’assessore alla montagna Alberto Valmaggia – è un naturale passaggio per adeguare lo Statuto della Regione Piemonte al nuovo assetto, che vede le Unioni montane sostituire le storiche e importanti Comunità montane. A oggi sono state riconosciute quarantacinque unioni montane, che comprendono 492 comuni montani su un totale di 524. In queste settimane si completerà il quadro con la nascita di ulteriori 6 Unioni, che riguardano 24 comuni. Ben 31 di queste svolgono le funzioni di sviluppo montano. Si sta anche completando il percorso di passaggio dei dipendenti, che dovrebbe concludersi entro fine anno”.
 
Più nel dettaglio, le Unioni Montane saranno, insieme alle forme associative comunali, i destinatari della collaborazione istituzionale finalizzata alla realizzazione di un coordinato sistema delle Autonomie locali, insieme alle Province e i Comuni. L’articolo 2 modifica il comma 2 dell’articolo 4 dello Statuto disponendo la necessità del raccordo tra gli strumenti di programmazione della Regione, delle Province, dei Comuni, delle Unioni montane e delle forme associative comunali. Viene ribadita la specificità dei territori montani e collinari, destinatari di specifiche politiche di intervento, e viene assegnato alle forme associative montane e collinari il livello ottimale di gestione delle misure. La legge, ora, dovrà essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti, con una seconda deliberazione dopo un intervallo non inferiore ai due mesi.
 
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