Kme, l’idroponica nel futuro di Serravalle
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Lucia Camussi - l.camussi@ilnovese.info  
28 Novembre 2015
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Kme, l’idroponica nel futuro di Serravalle

Sono due le strade percorribili per la salvaguardia degli stabilimenti italiani del gruppo Kme: la coltivazione idroponica oppure la joint venture con il gruppo Eredi Gnutti Metalli: sarebbe questo quanto emerso nella riunione che si è svolta ieri, venerdì 27, a Firenze, alla quale hanno preso parte tutte le Rsu aziendali, Fim, Fiom e Uilm territoriali e nazionali e Intek Group, che gestisce la controllata Kme partecipazioni.

Sono due le strade percorribili per la salvaguardia degli stabilimenti italiani del gruppo Kme: la coltivazione idroponica oppure la joint venture con il gruppo Eredi Gnutti Metalli: sarebbe questo quanto emerso nella riunione che si è svolta ieri, venerdì 27, a Firenze, alla quale hanno preso parte tutte le Rsu aziendali, Fim, Fiom e Uilm territoriali e nazionali e Intek Group, che gestisce la controllata Kme partecipazioni.

SERRAVALLE SCRIVIA –  Sono due le strade percorribili per la salvaguardia degli stabilimenti italiani del gruppo Kme: la coltivazione idroponica oppure la joint venture con il gruppo Eredi Gnutti Metalli. Sarebbe questo quanto emerso nella riunione che si è svolta ieri, venerdì 27, a Firenze, alla quale hanno preso parte tutte le Rsu aziendali, Fim, Fiom e Uilm territoriali e nazionali e Intek Group, che gestisce la controllata Kme partecipazioni.

Ieri a Firenze, sindacati e azienda hanno firmato un verbale congiunto. “Dell’accordo con Eredi Gnutti, che sarebbe interessata al settore ottone, non si sa ancora nulla di definitivo – spiega Angelo Paternò della Fiom Cgil – Ma nell’accordo, Vincenzo Manes, principale azionista del gruppo, si è impegnato a trovare soluzioni per l’occupazione, arrivando a ipotizzare per Serravalle la realizzazione di un centro di coltivazione idroponica”.

Poche settimane fa, era stata la volta di un annuncio a sorpresa che aveva riguardato lo stabilimento toscano di Fornaci di Barga: basta con la produzione di rame, l’impianto si riconverte in un centro europeo di riferimento per l’idrocoltura. Adesso pare che non sarà più così – anche perché la produzione di rame si protrarrà fino a marzo 2016 – ma il “posto” lasciato vuoto da Fornaci, potrebbe essere riempito da Serravalle. “L’azienda intende fin d’ora rassicurare le parti nel suo impegno a ricercare ogni soluzione volta al recupero occupazionale – spiegano in una nota dal gruppo Kme, in riferimento ai due stabilimenti italiani – anche attraverso eventuali progetti di riconversione produttiva e il ricorso agli ammortizzatori sociali”.
“Lo sciopero di mercoledì ha dato garanzie sull’occupazione – sottolinea ancora il rappresentante sindacale – Sono stati inoltre rinnovati i contratti di solidarietà sia per Kme spa (tubi di rame) che per Kme Brass (barre di ottone)”.

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