La Novese in balìa dell’incertezza. Chi sono i nuovi proprietari?
Home
Maurizio Iappini - sport@alessandrianews.it  
3 Dicembre 2015
ore
00:00 Logo Newsguard

La Novese in balìa dell’incertezza. Chi sono i nuovi proprietari?

A Lavagna senza i due allenatori in panchina, in tribuna solo il direttore generale Carangelo. Tante promesse ma ancora niente di concreto all'orizzonte per una squadra impegnata nella corsa alla salvezza

A Lavagna senza i due allenatori in panchina, in tribuna solo il direttore generale Carangelo. Tante promesse ma ancora niente di concreto all'orizzonte per una squadra impegnata nella corsa alla salvezza

NOVI LIGURE – Chi si aspettava chiarezza dalla conferenza di presentazione della nuova proprietà, se fosse possibile, ha ulteriormente visto accrescere i suoi dubbi. Gaetano Battiloro, formalmente il consulente che ha curato la compravendita del club fra vecchi e (sconosciuti) nuovi proprietari, ha avuto un ruolo da plenipotenziario parlando per quasi due ore al plurale e declinando una marea di verbi al futuro (faremo, ci sarà, sarà costituita, entreranno, alcuni dei più inflazionati). Il suo libro di intenti è stato una summa di frasi roboanti e per certi versi già ascoltate assieme al famigerato “progetto triennale” (“La Novese appartiene alla città”, “la Novese è anche mia” -slogan per i tifosi-, “ripartiremo”, un altro verbo al futuro, dal vivaio e “valorizzeremo il settore giovanile”, “abbiamo un progetto serio e credibile”) senza però rivelare un nome, né di persona fisica né di persona giuridica dei soci che entro un mese dovrebbero (questa volta il condizionale è la declinazione temporale migliore) costituire una società che rileverebbe l’80% delle quote di Raffaele Retucci (ancora una volta assente per impegni all’estero di lavoro: ma non si poteva convocare la stampa presentando e facendo parlare un proprietario che non ha mai assistito a una partita della sua squadra e descritto come “il nipote di un grosso imprenditore nel ramo del cioccolato”?) a oggi proprietario a titolo personale della società biancoceleste assieme al presidente Traverso, ormai dimissionario. Insomma la Novese è in mano a una persona fisica ma chi ha interesse a comprare la Novese non è ancora uscito allo scoperto per motivi non noti anche se ancora Battiloro (che sul suo passato calcistico alla guida di molti club fatto di alti e bassi ha parlato di circostanze “che nel calcio possono esserci”) ha tenuto a precisare le “solite” e inflazionate motivazioni (città del cioccolato per una cordata ricca di esponenti del mondo dolciario).

Sempre il plenipotenziario del club ha presentato anche il direttore generale Luca Carangelo, il responsabile del marketing Franco Sellitto e il responsabile dell’area sportiva Michele Ciccone che ha parlato di salvezza ma i cui suoi primi atti sono stati quelli di “tagliare” dalla rosa 6 elementi (Venneri Migliaccio, Asante, Grabinski, Lucarino e Migliaccio) a cui si è aggiunto domenica sera anche l’altro capitano Vincenzo Committante che ha saputo di non far parte dei piani del club tramite un sms speditogli domenica sera da emissari della proprietà (ma non da Ciccone); l’altra decisione presa, sempre per valorizzare il vivaio, il declassamento in Juniores di Bisio, uno dei migliori in questo scorcio di stagione. In questo clima surreale, con proprietari che alla domenica non sono stati neppure ad assistere alla gara con la Lavagnese (in tribuna era presente il solo Carangelo un po’ poco per chi dovrebbe trasmettere certezze e fiducia, alla città) la squadra sarebbe stata affidata al duo Antonio Aiello-Fabio Tomarchio (nella foto) ma anche in questo caso serve il condizionale perché i due domenica non erano in panchina a causa del mancato tesseramento anche se sui motivi del ritardo, qualcuno ha parlato di non meglio precisati intoppi burocratici. I due mister hanno un curriculum fatto di settori giovanili.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione