Un confronto tra la ferrovia italiana e quella svizzera
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15 Dicembre 2015
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Un confronto tra la ferrovia italiana e quella svizzera

Serata letteraria e dedicata alla storia della ferrovia di Novi a Arquata Scrivia. La biblioteca ospiterà un incontro per la presentazione del volume di Dino Bergaglio

Serata letteraria e dedicata alla storia della ferrovia di Novi a Arquata Scrivia. La biblioteca ospiterà un incontro per la presentazione del volume di Dino Bergaglio

ARQUATA SCRIVIA – Oggi, martedì 15 dicembre, alle ore 21.00 nell’area incontri della biblioteca di Arquata Scrivia verrà presentato “Storia delle ferrovie a Novi Ligure: dalle origini al Terzo Valico”, l’ultima fatica di Dino Bergaglio. L’evento è organizzato in collaborazione con il Centro Studi In Novitate di Novi Ligure e vede il patrocinio del Comune di Arquata e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

In questo saggio l’autore ripercorre per la prima volta la storia dell’insediamento ferroviario a Novi a partire dal lontano 1850, quando la linea Torino-Genova tocca la città, fino ad oggi. La pubblicazione uscita coi tipi di Città del Silenzio, piccolo editore novese, affronta con serietà e dovizia di particolari, anche fotografici, un periodo storico nel quale il nostro territorio, forte della vicinanza geografica ai luoghi del “potere” (Regno Sabaudo prima e Triangolo industriale dopo), andava incontro ad un importante sviluppo economico e sociale, che incrementerà ulteriormente nel secondo dopoguerra. Nel 1885 per far fronte a queste nuove esigenze, ad esempio, fu necessario costruire un’infrastruttura come San Bovo, che diventerà negli anni a venire lo scalo merci più grande d’Italia.

La serata sarà coordinata da Lorenzo Robbiano che introdurrà, oltre all’autore, gli interventi di Vittorio Gifra (presidente del consiglio comunale di Arquata), Renzo Piccinini (presidente del Centro Studi In Novitate) e Walter Finkbohner (già dirigente presso le Ffs, Ferrovie svizzere nord-orientali nonché membro in vari cda di ferrovie private). Quest’ultimo in particolare è legato al tema non solo per formazione e carriera, ma anche perché la famiglia del suocero Nino Rosi, già sindaco di Arquata fino al 1960, vi era coinvolta fin dalla costruzione.

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