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Il “capogiorno”. Ovvero, come vivere ogni giorno come se fosse capodanno
La maggior parte di noi vive il passaggio dellanno come occasione per dare una svolta alla propria vita, per chiudere un capitolo e cominciarne uno nuovo, che si desidera e ci si ripromette sarà più soddisfacente e produttivo. Sfido chiunque di noi a dichiarare di non aver mai fatto anche un solo buon proposito per il nuovo anno.
La maggior parte di noi vive il passaggio dell?anno come occasione per dare una svolta alla propria vita, per chiudere un capitolo e cominciarne uno nuovo, che si desidera e ci si ripromette sarà più soddisfacente e produttivo. Sfido chiunque di noi a dichiarare di non aver mai fatto anche un solo ?buon proposito? per il nuovo anno.
OPINIONI – La maggior parte di noi vive il passaggio dell’anno come occasione per dare una svolta alla propria vita, per chiudere un capitolo e cominciarne uno nuovo, che si desidera e ci si ripromette sarà più soddisfacente e produttivo. Sfido chiunque di noi a dichiarare di non aver mai fatto anche un solo “buon proposito” per il nuovo anno: perdere peso, cambiare lavoro, arrabbiarsi di meno, fare beneficenza, perdonare i torti subiti, e ancora: finire gli studi, essere più buoni, fare un viaggio, sorridere di più, e via di seguito, potremmo continuare all’infinito. Quale che sia il proponimento, sarebbe interessante ritrovarci a fine anno per fare il bilancio di ciò che si è realmente messo in atto ma, si sa, la nostra psiche è preparatissima, fatta apposta direi, per mettere in campo tutti i meccanismi necessari a dotarci delle più certe e inattaccabili giustificazioni per ogni proposito puntualmente non soddisfatto! Siamo bravissimi nel trovare delle scuse, ammettiamolo, è forse una delle caratteristiche più evidenti della natura umana, allora è bene sapere che, se non ci poniamo obiettivi chiari e realizzabili, i buoni propositi possono anche avere degli effetti negativi sulla nostra salute. Proprio così, poiché molti di essi sono troppo vasti o troppo difficili da mantenere, spesso troppo svincolati dalla realtà della nostra vita e dalle nostre effettive capacità. In questi casi, quindi, è facile fallire o rimandare, sostenendo in questo modo la percezione di non essere stati all’altezza del compito, con un’inevitabile ricaduta negativa sull’autostima. Se rileggete gli esempi iniziali, reali e non inventati, noterete come spesso i buoni propositi per il nuovo anno si focalizzino su problemi o insicurezze personali come l’essere sovrappeso, l’insoddisfazione sul lavoro o il senso di colpa per non aver dedicato abbastanza tempo agli altri. È come si ci punissimo per quelli che viviamo come occasioni mancate o fallimenti, ponendoci però così obiettivi potenzialmente irraggiungibili, non legati al nostro contesto esistenziale e ai limiti imposti dalla realtà: quindi non possiamo restare sconcertati se, quando non riusciamo a mantenere un proposito, finiamo per sentirci peggio. Ma naturalmente non tutti i buoni propositi sono dannosi per la salute: il segreto sta nel saper valutare le proprie risorse, i propri spazi e tempi e scegliere così su cosa investire. Porsi e lavorare per piccoli obiettivi, insomma, in modo da essere in grado di modificare nel tempo il nostro percorso, presupponendo fin dall’inizio l’affacciarsi di limiti e ostacoli, ecco questo può senz’altro essere un sistema efficace per non rinviare oltremodo i nostri progetti e salvaguardare la nostra mente e le nostre emozioni dagli eventuali incidenti di percorso, non dimenticando mai che ciò che ognuno di noi fa non è necessariamente specchio di ciò che è, nel bene e nel male. Opinione personale naturalmente.
“Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita” (Rita Levi Montalcini)