Piede amputato? Senza il certificato niente pensione
È sopravvissuto a due ictus e ha subìto lamputazione del piede a causa di unoperazione finita male. Eppure per lInps non merita lassegno di accompagnamento, a causa di una carenza nella documentazione medica. Così i parenti di un malcapitato pensionato novese si sono rivolti all'Indignato Speciale
È sopravvissuto a due ictus e ha subìto l?amputazione del piede a causa di un?operazione finita male. Eppure per l?Inps non merita l?assegno di accompagnamento, a causa di una carenza nella documentazione medica. Così i parenti di un malcapitato pensionato novese si sono rivolti all'Indignato Speciale
NOVI LIGURE – È sopravvissuto ad ictus che l’hanno ridotto in fin di vita e ha subìto l’amputazione del piede a causa di un’operazione finita male. Eppure per l’Inps non merita l’assegno di accompagnamento, a causa di una carenza nella documentazione medica. La vittima della burocrazia è il novese Augusto Pittarello, 76 anni, che ieri ha ricevuto la visita delle telecamere di Canale Cinque. La troupe dell’Indignato Speciale, la rubrica del Tg5 curata da Andrea Pamparana, lo è andato a trovare alla casa di cura “Don Beniamino”, dove è ricoverato ormai da qualche anno.
A spiegare la paradossale situazione in cui è finito il 76enne è il figlio, Daniele Pittarello, noto a Novi Ligure perché titolare della tabaccheria di piazza Sant’Andrea. «Nel 2013 mio padre è stato operato all’ospedale San Giacomo per un banale alluce valgo. Durante l’intervento qualcosa è andato storto, il piede è finito in cancrena e i medici sono stati costretti ad amputarlo».
Per quei fatti, la famiglia ha promosso una causa contro l’ospedale. Ma non è questo il punto. «In ragione di questa invalidità, e a causa di un ictus, a mio padre era stato accordato un piccolo assegno di accompagnamento che si andava ad aggiungere alla pensione minima – spiega Pittarello – Insomma, una cifra appena sufficiente a garantirgli le cure della casa di riposo».
Difficilmente un uomo di quell’età, con un piede amputato, potrebbe veder migliorare le proprie condizioni di salute, ma l’Inps lo convoca per la rituale visita di controllo. Che il signor Augusto sia invalido non c’è nessun dubbio, ma manca un certificato, una firma, un timbro… Non c’è bisogno di scendere nei tecnicismi, tanto a chi non è capitato almeno una volta nella vita di dimenticare una pratica o sbagliare la compilazione di un modulo?
Però quel certificato che a noi sembra cosa banale diventa di importanza capitale quando si ha a che fare con i soldi dello Stato. E così l’Inps non solo revoca l’assegno di accompagnamento, ma ingiunge al malcapitato pensionato di restituire le somme percepite in passato. «Per mio padre è stato uno shock – dice Pittarello – Già non stava bene, così ha ricevuto il colpo di grazia: è finito di nuovo in ospedale per ictus e ora non parla più. Mi hanno detto di presentare ricorso». Ma giornali e tv hanno il magico potere di velocizzare molte pratiche.