Franco Inverardi e Gianni Bellasera, figure fondamentali per la comunità novese
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Gianni Malfettani che contiene un affettuoso ricordo di Franco Inverardi e Gianni Bellasera, due figure molto attive e conosciute nella comunità novese. Del primo ricorre oggi l'anniversario della scomparsa, avvenuta nel 1996, mentre Bellasera è scomparso tre anni fa
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Gianni Malfettani che contiene un affettuoso ricordo di Franco Inverardi e Gianni Bellasera, due figure molto attive e conosciute nella comunità novese. Del primo ricorre oggi l'anniversario della scomparsa, avvenuta nel 1996, mentre Bellasera è scomparso tre anni fa
NOVI LIGURE – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Gianni Malfettani che contiene un affettuoso ricordo di Franco Inverardi e Gianni Bellasera, due figure molto attive e conosciute nella comunità novese. Del primo ricorre oggi l’anniversario della scomparsa, avvenuta nel 1996, mentre Bellasera è scomparso tre anni fa.
Nei primi anni sessanta c’erano nel Pci compagni con un forte carisma e una grande popolarità. Una delle figure più importanti per noi giovani era Franco Inverardi; sapeva come costruire un rapporto, invogliare a leggere, tenere un dialogo senza la spocchia dell’intellettuale, era autodidatta, ma di fine intelligenza politica (non per nulla durante la resistenza il suo nome di battaglia era “Acuto”) e aveva un senso mistico del ruolo del partito. Il partito innanzi tutto! Per questo a volte dava la sensazione di occultare, di rimuovere, di dare spiegazioni a metà, perché il partito andava protetto da ogni pericolo. Franco, che io ho conosciuto nel pieno fulgore della lotta politica mi aiutò molto a crescere politicamente e mi guidò nelle mie prime esperienze. Attivo politicamente fin dalla resistenza e nel primo dopoguerra quando fu segretario del Fronte della Gioventù novese, l’organizzazione unitaria dei giovani che operò nella resistenza. Nel 1946 partecipò al congresso nazionale che elesse segretario Enrico Berlinguer. A livello politico e amministrativo Franco Inverardi fu tutto: consigliere comunale della nostra città dal 1956 (quando sostituì Andrea Molinari) al 1989 quando si dimise pochi mesi prima della fine della legislatura per ragioni di salute. Fu anche assessore comunale ai lavori pubblici e all’urbanistica dal 1964 al 1975. Più volte segretario di sezione e cittadino fece anche parte degli organismi zonali e provinciali. Per dare il senso della stima che di Lui avevano anche gli avversari politici riporto quanto scriveva il Popolo di Novi del 7 settembre 1975: ”Franco Inverardi è il capogruppo comunista, un gruppo di 19 consiglieri comunali. Ha lasciato la carica di assessore all’urbanistica per tornare alla guida di un gruppo di cui già interpretò la linea almeno quindici anni orsono. Inverardi è un veterano, antifascista edicolante rappresenta agli occhi di molti il partito toutcourt. Si dice sia stanco sul piano operativo e tuttavia conserva innegabilmente lucidità di analisi sul piano teorico. Fra i vari incarichi ricoperti ci fu anche quello di presidente della associazione dei comuni dell’Usl 73 e presidente onorario dell’Anpi. In questi giorni ricorre il ventesimo anniversario della sua morte avvenuta il 6 febbraio 1996.

Mi piace inoltre ricordare che allo svolgimento dei due congressi che portarono allo scioglimento del Pci, ci ritrovammo ambedue con Armando Tavella, unici dirigenti del Pci a livello locale a far parte della mozione Ingrao-Natta-Tortorella, che era contraria e che a Novi prese il 35% dei voti.
Consigliere comunale dal 1961 (quando subentrò ad Eugenio Calcagno ex sindaco della città) al 1970 e poi ancora dal 1975 al 1990; assessore all’urbanistica dal 1975 al 1980 e consigliere provinciale dal 1990 al 1995. Non fu portato in lista nel 1970 per incompatibilità con il suo ruolo di sindacalista della Cgil che svolgeva in quegli anni. E’ stato inoltre consigliere comunale e assessore ad Arquata Scrivia quando nel novembre del 1972 il suddetto comune fu riconquistato dalla sinistra dopo vent’anni. Fu anche presidente di Aquarium. Grazie a lui, a Inverardi, al forte contributo di Walter Bisio e di Italo Scagliola, Giuseppe Turco e Gianfranco Vandero tutti purtroppo ormai scomparsi che il Pci si poté dotare di un giornale tuttora esistente “Il Novese”. A questo proposito ricordo ancora che nel 1980, a campagna elettorale finita, il sabato arriva sui tabelloni elettorali un manifesto abusivo volto a strumentalizzare la scelta della giunta di dar luogo alla discarica dei rifiuti con un titolo: “Centomila metri cubi di merda”. L’attacco era serio e sembrava non esserci modo di replicare. Riunione al sabato mattina presto al Pci e Gianni propose di rispondere con un edizione speciale de Il Novese. Possiamo farcela se ci mettiamo subito al lavoro. Il Novese in edizione straordinaria esce verso le 17 con un titolo a carattere cubitali “Ecco l’uomo della merda.” La gente ci strappava di mano il giornale distribuito gratis in via Girardengo, ansiosa di leggere. Le elezioni comunali il giorno dopo andarono comunque bene. Fra le sue altre avventure editoriali mi piace segnalare “Notes I Biancorossi” un giornalino sportivo di otto pagine, diffuso gratuitamente non con fini di lucro, ma indispensabile per finanziare l’attività della Comollo Novi e del settimanale “Novi tutto lo sport” che al lunedì mattina offriva a qualche migliaio di lettori tutta la cronaca sportiva del week end. Inoltre ricordiamo la sua collaborazione ad Andrea Vignoli per fondare il primo giornale web di Novi Ligure, Novionline.
Storico dirigente della Comollo Novi fu tra i fautori “del disgelo” con l’US Novese e poi fu Lui stesso ad essere presidente della società biancoceleste.
A mio avviso Franco Inverardi classe 1924 e Gianni Bellasera classe 1938 sono stati fra i più importanti protagonisti della vita amministrativa di Novi del dopoguerra. In queste settimane ferve il dibattito nella nostra città per l’intitolazione di nuove vie o piazze cittadine. Credo sarebbe importante che i pubblici amministratori valutassero anche l’opportunità di onorare questi due cittadini novesi.