Palazzo Durazzo, transenne dopo il crollo dei calcinacci
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
11 Febbraio 2016
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Palazzo Durazzo, transenne dopo il crollo dei calcinacci

Transenne sotto palazzo Durazzo. Martedì mattina sono intervenuti i vigili del fuoco e alcuni tecnici comunali in via Paolo da Novi dal momento che dall’antica dimora nobiliare sono caduti alcuni calcinacci. Molto probabilmente ha ceduto un pezzo del cornicione sotto il tetto

Transenne sotto palazzo Durazzo. Martedì mattina sono intervenuti i vigili del fuoco e alcuni tecnici comunali in via Paolo da Novi dal momento che dall?antica dimora nobiliare sono caduti alcuni calcinacci. Molto probabilmente ha ceduto un pezzo del cornicione sotto il tetto

NOVI LIGURE – Transenne sotto palazzo Durazzo. Martedì mattina sono intervenuti i vigili del fuoco e alcuni tecnici comunali in via Paolo da Novi dal momento che dall’antica dimora nobiliare sono caduti alcuni calcinacci. È stato eseguito un primo e sommario esame dell’accaduto. Molto probabilmente ha ceduto un pezzo del cornicione sotto il tetto, onde evitare che qualche altro pezzo potesse cadere sulla testa di qualche passante si è provveduto a transennare parte della via. Fortunatamente quando si sono staccati i calcinacci nessuno si trovava sotto davanti al portone di ingresso.

Palazzo Durazzo è uno dei più begli edifici della città, decretato dalla Sovrintendenza ai beni artistici e architettonici di Torino, patrimonio da conservare e valorizzare. Palazzo Durazzo, risalente al 1600. È costituito da un corpo con corte interna su quattro piani, ingresso principale e da un retrostante giardino. Gli interventi decorativi sulla facciata principale sono stati fatti risalire agli inizi dell’800 poiché con tratti pesanti e ripetitivi suggeriscono motivi di finta architettura intorno alle finestre e probabilmente sono stati condotti sulle tracce di precedenti affreschi. Di grande interesse risulta, invece, il prospetto rivolto verso il cortile interno sul quale sono chiaramente leggibili linee architettoniche di chiara derivazione genovese che documenta due distinti interventi decorativi. Quello più antico, immediatamente successivo alla realizzazione del palazzo, che appare con tutta l’evidenza del monocromo violaceo a livello del piano nobile, articolato intorno alle arcate della loggia che, riprendendo e integrando la struttura, rimarca con potenti chiaroscuri i suggerimenti provenienti dalla reale struttura dell’edificio. Il secondo intervento, di gusto maggiormente decorativo, tipico delle realizzazione settecentesche, si rintraccia sui muri di riempimento delle arcate della loggia, sui corpi laterali e sul prospetto che conclude il cortile su cui spicca lo stemma della famiglia Durazzo. Infine il giardino naturale prosecuzione del parco Castello, il cui muro di contenimento fu realizzato da Gerolamo Durazzo (1739-1809). 

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