Immigrati bloccano la strada: “Vogliamo wifi e tv satellitare”
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
24 Febbraio 2016
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Immigrati bloccano la strada: “Vogliamo wifi e tv satellitare”

Un gruppo di immigranti, circa una ventina, ospitati dal settembre scorso nell'ex hotel Leon d'Oro, ha dato vita a una manifestazione pacifica in piazza della Repubblica. Chiedono di avere una connessione a internet per contattare le proprie famiglie e una tv satellitare per avere notizie del proprio Paese d'origine

Un gruppo di immigranti, circa una ventina, ospitati dal settembre scorso nell'ex hotel Leon d'Oro, ha dato vita a una manifestazione pacifica in piazza della Repubblica. Chiedono di avere una connessione a internet per contattare le proprie famiglie e una tv satellitare per avere notizie del proprio Paese d'origine

NOVI LIGURE – I social network sono divenuti parte integrante della nostra vita. È impensabile oggi non avere almeno il cellulare in tasca e poter raggiungere con un battito di ciglia qualcuno che sta dall’altra parte del mondo. C’è invece chi non può contattare la sua famiglia da sei perché si trova in un Paese straniero, in una città che non conosce dove tutto è nuovo e diverso. È il caso di un gruppo di immigranti, circa una ventina, ospitati a Novi dal settembre scorso che hanno dato vita, sabato scorso, a una manifestazione pacifica in piazza della Repubblica per far sentire la loro voce. Il gruppetto si è posizionato all’inizio di via Pietro Isola nei pressi dello sportello dell’Istituto di credito San Paolo, bloccando la strada per qualche minuto.

Sul posto, oltre alle forze dell’ordine, è arrivato anche il vicesindaco e assessore agli Affari Sociali, Felicia Broda. I dimostranti hanno chiesto di avere una televisione e una linea wi-fi. Banali per chi utilizza tali strumenti quotidianamente ma per chi è lontano dal suo Paese e dalla famiglia, banali non sono. Il telefono è l’unico mezzo per comunicare con i parenti e non poterlo fare da sei mesi non è cosa da poco. I ragazzi del Leon d’Oro vivono nel centro loro assegnato, si fanno da mangiare, puliscono le loro stanze ma, per legge, non possono essere impiegati in altre mansioni finché non è definito il loro status.

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