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A carnevale qualche scherzo fa male
Quello che lascia più perplessi è la leggerezza, si fa per dire, con cui la vicenda è stata fatta cadere dai media alla velocità del suono. Forse sarà stato il timore di guastare troppo la festa, oppure quello di apparire come insopportabili bacchettoni, ma è vero che anche lultima delle Colonne dErcole oltre le quali si poteva sperare che limbecillità umana non riuscisse a spingersi, è stata invece superata
Quello che lascia più perplessi è la leggerezza, si fa per dire, con cui la vicenda è stata fatta cadere dai media alla velocità del suono. Forse sarà stato il timore di guastare troppo la festa, oppure quello di apparire come insopportabili bacchettoni, ma è vero che anche l?ultima delle Colonne d?Ercole oltre le quali si poteva sperare che l?imbecillità umana non riuscisse a spingersi, è stata invece superata
OPINIONE – Quello che lascia più perplessi è la leggerezza, si fa per dire, con cui la vicenda è stata fatta cadere dai media alla velocità del suono. Forse sarà stato il timore di guastare troppo la festa, oppure quello di apparire come insopportabili bacchettoni, ma è vero che anche l’ultima delle Colonne d’Ercole oltre le quali si poteva sperare che l’imbecillità umana non riuscisse a spingersi, è stata invece superata. È del recente carnevale, infatti, la notizia che una nota azienda di vendite online commercializzasse «a soli 24 euro», costumi (per bambini!) con cui travestirsi da … “piccolo profugo”. Va detto che in effetti qualche protesta, soprattutto da parte del mondo cattolico – vale la pena, per una volta, sottolinearlo in positivo – c’è stata, anzi: più di qualcuna, visto che la ditta in questione si è subito adoperata per rimuovere dal proprio catalogo gli indumenti dello scandalo. Senza mancare di evidenziare, però (e goffamente aiutata anche da qualche testata nazionale), che in realtà si fosse trattato di un equivoco. Il costume in questione, infatti, disponibile anche nella versione pari opportunità da «piccola profuga», non si riferiva ai malcapitati cittadini siriani attualmente in fuga dalla morte, bensì agli «emigranti della seconda metà del ‘900». E con tanto di dicitura “Seconda guerra mondiale” ben in vista sulla pagina online che, unita alla valigia di cartone d’ordinanza compresa nel prezzo, avrebbe dovuto tranquillizzare anche gli osservatori più moralisti. Una replica che colpisce, offendendo forse qualche intelligenza residua, giacché non è certo l’epoca diversa a mitigare la disperazione da chi fugge, comunque, da fame, miseria e violenza, ma che purtroppo non stupisce.
L’episodio in questione, infatti, è figlio della ormai consolidata tendenza al continuo rialzo – o per meglio dire, al ribasso – da parte di larga scala della nostra società, nel trovare modi sempre nuovi di stupire e di stupirsi al solo scopo di “divertirsi”.
Senza filtri e soprattutto senza conoscenza, l’unico motivo per cui valga la pena di vivere è quello di apparire sempre in linea coi tempi, al passo con l’attualità: l’ultima moda, l’ultimo look, l’ultimo tipo di aperitivo, l’ultimo modello d’automobile e, perché no, l’ultima e più attuale notizia di cronaca, se serve. Ridendoci su, insomma, prendendo le cose un po’ alla leggera, per sdrammatizzarle. Almeno a carnevale, del resto, è vero o no che ogni scherzo vale? È così che devono averla pensata, nel pesarese, quei genitori i quali (proprio come la nota madre degli imbecilli) essendo sempre gravidi di nuove e simpatiche idee, al Carnevale di Fano hanno vestito di nero fino agli occhi i loro pargoli e, dopo averli muniti di scimitarra in plastica, si sono divertiti facendoli divertire mascherati da assai divertenti tagliagole dell’Isis. Per questo, attaccare pieni di indignazione le aziende come Amazon, oltre che inutile, può persino risultare ingiusto. Il loro scopo è il commercio: ossia l’attività di acquisto da parte degli uni, di generi vari da rivendere agli altri. L’idiozia, in questo caso. Addirittura ottenuta in regalo dagli stessi che poi se la ricomprano, a 24 euro soltanto.