Angeli per Novi: “Non ci vogliamo arrendere ai maleducati”
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
10 Marzo 2016
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Angeli per Novi: “Non ci vogliamo arrendere ai maleducati”

Ancora una volta gli “Angeli per Novi” hanno fatto centro. Non possiamo non dire “Grazie” a questi ragazzi che oltre a rendere più pulita la città, offrono a tutti una lezione di civiltà e di solidarietà

Ancora una volta gli ?Angeli per Novi? hanno fatto centro. Non possiamo non dire ?Grazie? a questi ragazzi che oltre a rendere più pulita la città, offrono a tutti una lezione di civiltà e di solidarietà

NOVI LIGURE – Ancora una volta gli “Angeli per Novi” hanno fatto centro. Recentemente hanno ripulito i giardini di viale Saffi. Muniti di scope, ramazze e sacchetti hanno ridato lustro a questo angolo della città assai frequentato specialmente dai bimbi e della loro famiglie nelle ore pomeridiane. Senza sosta hanno lavorato dalle 8 alle 13.30. Il gruppo è composto solitamente da una decina di persone, ne fanno parte anche alcuni giovani immigrati che sono ospitati dalla Cooperativa “Il Giglio” di via Oneto.
“Sono con noi ogni volta – spiega Alessandro Croce, referente degli “Angeli Per Novi”, sei stranieri: due sono del Senegal, due del Mali e due del Bangladesh. Sono ragazzi molto volenterosi che non si sottraggono al lavoro anche quando il tempo non è particolarmente clemente”. Sabato scorso abbiamo avvicinato mentre stava ripulendo il vialetto di fronte alla sede del Csp (Consorzio servizi alla persona) Souri Cisse, 20 anni, del Mali: “Sono contento di lavorare insieme a questi ragazzi. È bello fare qualcosa con l’associazione”. Anche per la pulitura dei giardini di sabato scorso sono stati tanti i ringraziamenti da parte dei novesi sia “direttamente sul campo” sia attraverso Facebook. Ma Alessandro Croce che, con molto entusiasmo coordina le operazioni di pulizia del gruppo e apprezza i ringraziamenti, riflette su quello che è il motivo per il quale, sovente, il lavoro svolto venga vanificato in breve tempo.

“Si parla di pulizia della città. Tante persone ci ringraziano, sia di persona, che per via virtuale. Vedendo i vari commenti su Facebook, e dopo una decina di persone che ci hanno ringraziato di persona, mi sono posto questa domanda: “perché facciamo così tanta notizia?”
Ho provato a rispondermi: in teoria, secondo me, non facciamo nulla di eccezionale. Noi siamo la normalità, penso. E le persone che ci ringraziano anche, e sono tante!Quindi da dove nasce il problema?”. Alessandro Croce ha provato a rispondere a questa domanda che non solo lui si è posto osservando la città.
“Ricordo che, quando stavamo in compagnia da ragazzini, non abbiamo mai ridotto i luoghi che frequentavamo nello stesso modo in cui vedo gli stessi luoghi frequentati dalle persone oggi. Non eravamo degli stinchi di santo, si faceva casino come tutti gli adolescenti, ogni tanto giocando a calcio nelle piazzette abbiamo fatto qualche danno anche noi. Ma non abbiamo mai superato un certo limite. Erano i posti in cui stavamo per la maggior parte del tempo, perché ridurli a uno schifo? Perché farsi “rompere le palle” per niente dalle autorità? Perché farsi dire di tutto dai genitori, se mai fossero passati?
Da qui mi sono posto un’altra domanda: il problema è chi frequenta questi luoghi? Cosa c’è di diverso rispetto a poco tempo fa? I giovani, il controllo, gli immigrati, chi non dice nulla a chi sporca, il sistema di pulizia?
Riflettendoci, il problema forse è più profondo. Nel non pensarci, o nel pensare che ci sia qualcun altro che riporti la pulizia”.

Aggiunge Croce: “Dopo anni di studio in scienze ambientali, e dopo aver visto cosa ci fosse dentro al fango dell’ottobre 2014, forse la risposta è in questo: non pensare a cosa possa portare un gesto sbagliato. La colpa non è dei giovinastri, di tutti quegli immigrati “rubalavoro”, di tutti quei nullafacenti delle forze dell’ordine, di quei pigri spazzini, di quegli incapaci genitori o di quei cittadini fifoni di riprendere chi sporca (alcuni toni duri che riprendono il pensiero ricorrente che leggo o sento). Ci può essere chi sporca per “sfida”, ma non vedo tutto negativo. Io vedo tante cose positive. Giovani, anziani, immigrati, persone che svolgono il loro lavoro al meglio delle loro possibilità… E vedo che siamo ancora di più noi. Il cambiamento della tendenza parte da tutti quelli che non si rassegnano. Finché ci sarà questa “emergenza”, noi non ci fermeremo. E con noi, intendo tutti coloro che amano la nostra città. L’importante non è rimettere a posto le cose, l’importante è mantenerle decorose. E tutti insieme si può riuscire a non farle deturpare”.
Gli “Angeli per Novi” a gennaio hanno ripulito via Pietro Isola e l’area antistante il museo dei Campionissimi. Nelle prossime settimane saranno in altre zone della città “decidiamo solitamente – spiega Croce – al giovedì o al venerdì dove andare dopo esserci anche raffrontati con l’amministrazione comunale, nella persona dell’assessore Stefano Gabriele”. E ora non possiamo anche noi non dire “Grazie” a questi ragazzi che oltre a rendere più pulita la città, offrono a tutti una lezione di civiltà e di solidarietà.

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