Cit in forte crisi, ora l’allarme è rosso
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
12 Marzo 2016
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Cit in forte crisi, ora l’allarme è rosso

La questione Cit (Consorzio intercomunale trasporti) è tornata alla ribalta delle cronache dal momento che i dipendenti hanno dovuto, ancora una volta, fare i conti con i mancati pagamenti dello stipendio. Il presidente del Cit, Federico Fontana sottolinea che, l’ente "sta attraversando una fase sicuramente non semplice sul piano economico-finanziario"

La questione Cit (Consorzio intercomunale trasporti) è tornata alla ribalta delle cronache dal momento che i dipendenti hanno dovuto, ancora una volta, fare i conti con i mancati pagamenti dello stipendio. Il presidente del Cit, Federico Fontana sottolinea che, l?ente "sta attraversando una fase sicuramente non semplice sul piano economico-finanziario"

NOVI LIGURE – In questi giorni la questione Cit (Consorzio intercomunale trasporti) è tornata alla ribalta delle cronache dal momento che i dipendenti hanno dovuto, ancora una volta, fare i conti con i mancati pagamenti dello stipendio. Il presidente del Cit, Federico Fontana sottolinea che, l’ente “sta attraversando una fase sicuramente non semplice sul piano economico-finanziario, come dimostra appunto, il ritardo nel versamento al personale delle retribuzioni del mese di gennaio. Tuttavia, il problema riguarda, in modo più o meno grave e diffuso, l’intero settore del trasporto pubblico locale”. Ma quali sono i motivi per cui il Cit è spesso in sofferenza?

Tagliato un terzo dei contributi pubblici
“Nello specifico caso del Cit – dice Fontana – l’attuale situazione consegue principalmente alla contrazione delle risorse pubbliche (regionali e provinciali) destinate al trasporto extraurbano subita a partire dal 2011. Tali risorse, su base annua, sono passate da oltre 1.050.000 di euro a circa 750 mila euro, con un taglio di circa 300 mila euro”.

Tanti piccoli paesi da collegare
Sul caso specifico pesa anche il fatto che quella del novese è un’area a domanda debole dovuta principalmente per la presenza di piccoli centri distribuiti su un territorio vasto. “La contribuzione pubblica – spiega ancora il presidente Fontana – rappresenta circa l’80 per cento dei proventi del servizio, il quale, dal lato dei costi, vede un’incidenza di costi fissi, primo tra tutti quello per il personale, che supera, a sua volta, l’80 per cento. Ne consegue che una forte contrazione imposta dal lato dei ricavi non può essere bilanciata da un’analoga diminuzione dal lato dei costi. Anzi, concentrando sul piano operativo i tagli nelle cosiddette fasce di morbida, come comprensibilmente imposto dalla Provincia, al fine di garantire il servizio quando si manifestano le punte di domanda (espressa da studenti e lavoratori pendolari), i costi rimangono sostanzialmente invariati (l’unica voce che diminuisce proporzionalmente riguarda i consumi di carburante, che tuttavia rappresentano meno del 15 per cento del totale) e il bilancio aziendale non può che risentirne negativamente”.

Pullman, il Piemonte paga poco
Aggiunge Fontana: “Il che è ancora più rilevante dal momento che l’originario contratto di servizio (quello in vigore prima dei tagli) era già sostanzialmente incongruo, prevedendo, in favore del Cit, un corrispettivo chilometrico di circa 1,42 euro, contro un dato medio nazionale nell’ordine di 2,19 euro. Questo spiega perché i Comuni soci del Cit devono tradizionalmente farsi carico di una parte non marginale dei costi sociali del servizio di trasporto pubblico extra-urbano e perché tale quota negli ultimi anni sia inevitabilmente lievitata”.
Se al Cit venisse corrisposto quello percepito a base nazionale dagli altri enti, per il presidente Fontana, il Cit sarebbe persino in grado di generare risultati economici positivi “che potrebbero essere reinvestiti nell’ammodernamento della flotta e nel miglioramento della qualità del servizio offerto”.


Da Novi contributi nettamente sotto la media

Non dissimile è la situazione del trasporto urbano. “Anche in questo caso, – continua Fontana – negli ultimi anni si è registrata una contrazione di risorse e percorrenze nell’ordine del 30 per cento, con minori ricavi generati dal contratto di servizio, ma, per le stesse ragioni ricordate prima, a sostanziale parità di costi, con inevitabile esigenza di contribuzione integrativa da parte del Comune di Novi Ligure. Nondimeno, merita sottolineare che il corrispettivo chilometrico riconosciuto al Cit, pari a 1,61 euro, non solo è nettamente inferiore rispetto a quello medio nazionale, che in questo caso supera i 4 euro, ma è anche sensibilmente inferiore a quello corrisposto per l’analogo servizio negli altri Comuni centrizona dell’alessandrino (come Ovada, Acqui Terme e Tortona), dove è pari a 2,90 euro. Se al Cit fosse riconosciuto lo stesso corrispettivo non si renderebbero necessari contributi integrativi a consuntivo da parte del Comune di Novi Ligure. Peraltro, merita segnalare che quest’ultimo in passato riceveva da Regione o Provincia le risorse destinate al contratto di servizio, ma le ha viste progressivamente ridursi sino praticamente ad azzerarsi, con inevitabili effetti negativi sul proprio bilancio”.

La società punta su parcheggi, noleggi e onoranze funebri
Per fare fronte alla situazione che si è generata nel corso del tempo l’ente ha cercato di riorganizzarsi, per esempio con una revisione della “turistica” che ha inciso positivamente sulla produttività del personale (consentendo di ridurne il costo nell’ordine di 40 mila euro annui, garantendone tuttavia i livelli occupazionali), e puntando sui servizi a valore aggiunto gestiti come i parcheggi a pagamento, il noleggio e le onoranze funebri, “i quali, complessivamente – sottolinea Fontana – negli ultimi anni hanno registrato performance progressivamente migliorate e tali da compensare, almeno parzialmente, le criticità generate dai servizi di trasporto pubblico locale”.

Ritardi nei pagamenti, ormai sono cronici
Su tutto grava anche la gestione del consorzio provinciale Scat del quale fa parte anche il Cit. “Il fatto che la Provincia – prosegue Fontana – versi al consorzio Scat i corrispettivi del servizio di trasporto extra-urbano dopo quasi 7 mesi dallo svolgimento dell’attività è un aspetto fortemente negativo, che rende asincroni i flussi finanziari in entrata e in uscita; in termini di rilevanza, basti pensare che, nel periodo tra agosto 2015 e gennaio 2016, il Cit ha svolto servizi e maturato compensazioni di cui attende il pagamento per oltre 400 mila euro (dato ulteriormente aggravato dal meccanismo dello split payment avviato lo scorso anno e che mette oggettivamente in difficoltà le aziende, come il Cit, che ricevono prevalentemente corrispettivi da enti pubblici)”.

Da Novi il Cit vanta 300 mila euro

Nel conto poi vanno aggiunti circa 300 mila euro di crediti netti dell’azienda nei confronti del Comune di Novi, per lo più relativi a contribuzioni maturate nel passato, che tuttavia, per ragioni di ordine tecnico, non potranno essere saldati prima dell’approvazione del rendiconto 2015 del Comune. “Altresì – puntualizza ancora Fontana – di qualche rilievo sono i circa 200 mila euro dovuti dalla Regione Piemonte per oneri contrattuali delle annualità dal 2012 al 2015”. L’unica nota positiva è che nell’ultima assemblea dei sindaci, tenutasi una decina di giorni fa, i Comuni consorziati hanno unanimemente deliberato di versare quanto prima un acconto sulle contribuzioni di loro competenza per il 2015, nelle more dell’approvazione del bilancio d’esercizio, prevista per aprile.

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