Buon compleanno, Gianni Malfettani
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Buon compleanno, Gianni Malfettani

Proprio oggi 7 aprile, Gianni Malfettani compie settant’anni, un traguardo importante. Gianni è stato ed è tuttora uno dei personaggi di spicco della vita politica e sportiva della nostra città. Qualcuno non conosce Gianni Malfettani? Proviamo a tratteggiarne la storia in poche righe

Proprio oggi 7 aprile, Gianni Malfettani compie settant?anni, un traguardo importante. Gianni è stato ed è tuttora uno dei personaggi di spicco della vita politica e sportiva della nostra città. Qualcuno non conosce Gianni Malfettani? Proviamo a tratteggiarne la storia in poche righe

NOVI LIGURE – Proprio oggi 7 aprile, Gianni Malfettani compie settant’anni, un traguardo importante.
Gianni è stato ed è tuttora uno dei personaggi di spicco della vita politica e sportiva della nostra città. Qualcuno non conosce Gianni Malfettani? Provo a tratteggiarne la storia in poche righe. Nella sua vita ha ricoperto moltissimi incarichi pubblici ed è stato protagonista della competizione politica cittadina in particolare della sinistra ma anche l’anima e il cuore di una delle squadre di calcio più amate e seguite: la Comollo Novi.
Gianni nasce nel 1946 nella zona di fronte all’aeroporto cittadino che allora non era così abitata e vissuta come oggi. Succede che nell’inverno del 1947, a causa una nebbia insistente che rende impraticabili gli aeroporti di Torino e di Milano, l’aereo presidenziale argentino con a Bordo la moglie del presidente Peron atterra a Novi e il piccolo Gianni viene messo in braccio proprio alla mitica Evita. Un segno del destino?
Neppure la broncopolmonite, contratta a tre anni, lo piega, si salva grazie all’utilizzo della penicillina da pochissimo entrata in commercio e ancora poco conosciuta. Sperimentatore fin da piccolo.
Già da ragazzo capisce quali saranno le sue due passioni principali: la politica e il calcio. Si avvicina alla politica sull’onda del movimento dei ragazzi “delle magliette a strisce” che nel 1960 si oppone al Governo Tambroni che porta per la prima volta i fascisti dell’Msi alle scrivanie ministeriali e che provoca decine di morti durante i tumulti di piazza che seguirono.
Si avvicina al Partito Comunista e si iscrive alla sua Federazione Giovanile diventandone in breve un dirigente. Un giovane dall’aspetto severo dovuto anche ai capelli ricci e cespugliosi che lo facevano vagamente assomigliare ad Antonio Gramsci ma con le idee chiare e determinate.
Valter Delfini, coetaneo di Gianni, racconta nella sua “Breve storia del dissenso novese”, come fosse impressionato nel vedere appese alle pareti della sede di via Girardengo le gigantografie dei grandi dirigenti comunisti dell’epoca (Gramsci, Togliatti, Lenin, Stalin e così via) e conoscendo Malfettani fin da bambino lo immaginasse destinato a essere immortalato anche lui su una di quelle foto. Certe volte anche una capigliatura determina un destino.
In politica, Gianni, occupa moltissimi incarichi facendo parte della segreteria provinciale della Fgci ma l’incarico che occuperà più a lungo sarà quello di segretario della sezione “T. Testa”, quella del centro cittadino, la più importante e la più numerosa delle diverse sezioni novesi.
Insieme ad altri dirigenti comunisti di Novi si oppone alla svolta di Occhetto del 1989 che trasformerà il Pci. Sarà presente anche al Congresso di Rimini, l’ultimo del Pci che sancirà la definitiva fine del Partito Comunista e la nascita un’altra “Cosa”, la stessa che gradualmente diventerà l’attuale Partito Democratico. Effettivamente per uno con la storia come quella di Malfettani, di conquista e difesa dei diritti dei lavoratori, stare nello stesso partito di Renzi, quello che è riuscito a cancellare l’articolo 18 e molti diritti, non può essere semplice. Infatti ancora oggi Gianni si dice orgogliosamente comunista e un’importate dirigente del Partito dei Comunisti Italiani.
Gianni è stato un dipendente comunale diligente e apprezzato, per molti anni alla direzione della biblioteca civica, tanto ad arrivare ad affermare di se stesso, tra il serio e lo scherzo, di essere la più alta autorità culturale di Novi.
È stato più volte consigliere comunale e assessore, in particolare allo sport, sia a Novi che a Pozzolo Formigaro, presidente del Cit, l’azienda dei trasporti novesi, e poi presidente del consiglio comunale oltreché membro della consulta provinciale dello sport.
Lo sport e in particolare il calcio è stato il suo secondo (ma anche primo) amore. La Comollo Novi, squadra di calcio fondata nel 1956 in onore di un giovane assessore comunista morto in un drammatico incidente motociclistico l’anno prima, lo ha visto fare tutto: il presidente, il dirigente, il magazziniere e se era necessario anche il guardalinee. Grazie a lui e ai tanti collaboratori che ha saputo coinvolgere raggiungerà anche il campionato di promozione quando questa era una categoria di tutto rispetto.
Grazie alla Comollo e a Gianni, centinaia, forse migliaia di giovani novesi hanno potuto giocare al calcio per la passione e per il solo gusto, senza contare che da quelle schiere sono emersi anche dei talenti importanti approdati a categorie superiori.
Alla soglia dei settant’anni Gianni Malfettani è stato eletto presidente della sezione novese dell’Anpi, l’associazione dei Partigiani che custodisce e difende il cuore democratico dell’Italia, la sua Costituzione Repubblicana. Prima di lui, in quell’incarico, ci sono stati importanti partigiani che hanno combattuto per la libertà e per la democrazia; Gianni è il primo non partigiano (per ragioni anagrafiche) a ricoprire la carica. Ci ha confessato che lo farà con l’entusiasmo e la determinazione di sempre.
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