Eppure… (Le ragioni del cuore – II puntata)
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Daria Ubaldeschi - redazione@ilnovese.info  
7 Aprile 2016
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Eppure… (Le ragioni del cuore – II puntata)

Un mese fa abbiamo lasciato Marcello così, con questo “eppure” nell’aria, a cercare di connettere, nella testa e nel cuore, due vissuti coesistenti ma opposti: il rispetto del legame e del progetto di vita costruito con la moglie da una parte, la ricerca, il bisogno della seduzione e il fascino perverso del gioco dell’attrazione dall’altra

Un mese fa abbiamo lasciato Marcello così, con questo ?eppure? nell?aria, a cercare di connettere, nella testa e nel cuore, due vissuti coesistenti ma opposti: il rispetto del legame e del progetto di vita costruito con la moglie da una parte, la ricerca, il bisogno della seduzione e il fascino perverso del gioco dell?attrazione dall?altra

OPINIONI – Un mese fa abbiamo lasciato Marcello così, con questo “eppure” nell’aria, a cercare di connettere, nella testa e nel cuore, due vissuti coesistenti ma opposti: il rispetto del legame e del progetto di vita costruito con la moglie da una parte, la ricerca, il bisogno della seduzione e il fascino perverso del gioco dell’attrazione dall’altra. Marcello non è un adolescente imberbe e inesperto, è un uomo adulto e consapevole, con un ruolo familiare e sociale cui sa conformarsi in modo adeguato, come, del resto, lo sono tanti uomini che sono certa possano rispecchiarsi in questa vicenda.

Eppure, sempre questa congiunzione quasi profetica, dopo qualche interazione in chat si domanda: “Dopo cosa c’è?”, perché Marcello è cosciente di voler sedurre, pensa a lei, “ma non è lei, è una lei immaginaria”, quella che vede nelle foto di FB, un bel sorriso, uno sguardo intenso, “allora scegli musica e parole che paiono adatte” a ciò che vede o crede di vedere, perché ciò che spesso accade è l’attuarsi del meccanismo della proiezione, un processo psichico attraverso cui costruiamo la realtà esterna. Si tratta della tendenza automatica a ritrovare nell’altro elementi che confermano la nostra idea o il nostro desiderio, vedendo, quindi, anche aspetti che in realtà appartengono a noi. Di per sé una modalità universale del funzionamento mentale corrente, ma anche un meccanismo di difesa primitivo, primario, che consiste, appunto, nell’attribuire le proprie caratteristiche e i propri sentimenti, o addirittura parti di sè, alle altre persone (soprattutto quelle con le quali costruiamo relazioni più intime) al fine di negarne o rifiutarne la consapevolezza.

Leggendo le parole di Marcello, soffermandoci sul modo di esprimersi, sui termini che sceglie oltre che sui contenuti, mi appare più un Don Giovanni che non un Casanova, un conquistatore, quello che oggi verrebbe chiamato un “maschio alpha”, piuttosto che un seduttore vero e proprio, un narcisista insomma, attratto più dal desiderio che non dall’oggetto di conquista, lo ammette lui stesso quando dice “pensi ad un oggetto, che però non è il soggetto ma la tua brama di seduzione, perché sei se seduci”. L’essere attraverso il fare e l’apparire, ecco il narcisista, ma in modo che non si colga l’intenzionalità, ed è proprio questo l’elemento che affascina, come se dovesse riuscire ad avere quella donna ma senza che lei se ne accorga, con finta noncuranza, qualche messaggio ogni tanto, poi il vuoto fatto apposta perché si riempia di punti di domanda, di curiosità, di certezze ora tremolanti. E proseguono così per alcuni mesi, passa l’estate e con l’arrivo dell’autunno Marcello è più annoiato, forse perché lontano dal suo elemento naturale, dall’unica cosa che lui dice farlo sentire vivo in un’esistenza che sente scorrere monotona…il mare. È stanco di questo gioco, decide di incalzare, ha bisogno di verificare se il suo narcisismo ha ottenuto gli effetti previsti, se ancora una volta ha fatto centro e sembra non avere dubbi in proposito. Sceglie un momento qualsiasi, un sabato pomeriggio, e scopre le sue carte…

Non ci scegliamo reciprocamente in modo casuale. Noi incontriamo persone che già esistono nel nostro subconscio” (S. Freud).

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