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Parmalat non rinnova: a rischio il latte della Valle Stura
In crisi la produzione dopo che il 31 marzo è scaduto l'accordo tra la multinazionale e la Cooperativa Valpolcevera. "Produciamo 30 quintali al giorno. Tra qualche giorno dovremo buttare via tutto"
In crisi la produzione dopo che il 31 marzo è scaduto l'accordo tra la multinazionale e la Cooperativa Valpolcevera. "Produciamo 30 quintali al giorno. Tra qualche giorno dovremo buttare via tutto"
ROSSIGLIONE – E’ un terremoto per tutto il settore della produzione del latte nelle valli genovesi. E i suoi effetti li sta facendo sentire anche molto vicino a noi, in Valle Stura e tra le aziende del latte dell’Oltregiogo tra Voltaggio e Gavi. Il 31 marzo Parmalat non ha rinnovato il contratto per il conferimento del latte negli impianti di Collecchio. Ad andare in crisi è stata la Cooperativa Valpolcevera che opera a Campomorone. Rossiglione rappresenta la realtà maggiore della provincia di Genova, ma tutta la Valle può contare su una allevamenti per un totale di 600 mucche. “Parliamo – spiega Lorenzo Pesce, consigliere delegato alle Politiche Agricole per il Comune di Rossiglione e allevatore in prima persona – di un settore che solo da noi produce una trentina di quintali di latte ogni giorno. La decisione di Parmalat ci ha abbastanza spiazzato”. Il vecchio contratto prevedeva il conferimento alla cooperativa al prezzo di 35 centesimi al litro. Nell’immediato è stato trovato un accordo con un grossista alessandrino che però dopo qualche giorno è arrivato a saturazione. “Ed ora – prosegue Pesce – si sta cercando una modalità diversa. Non c’è molto tempo. La gestione degli animale costa e il latte non si conserva a lungo. Il paradosso è vedere la concreta possibilità di dover buttare via un prodotto di eccellenza”. Dell’argomento si è parlato anche in Regione Liguria ieri, nel vertice convocato con l’assessore alle Politiche Agricole, Stefano Mai.