La Torre di Carta rievoca quel tragico 8 luglio 1944
Home
Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
17 Aprile 2016
ore
00:00 Logo Newsguard

La Torre di Carta rievoca quel tragico 8 luglio 1944

I Portici di Novi come erano fino all’8 luglio 1944, un’immagine di altri tempi che, in pochi secondi, si trasforma e diventa la foto di oggi. Mentre avviene la trasformazione in 3d in sottofondo suona una sirena. La sirena che i novesi hanno ascoltato anche quel tragico 8 luglio di tanti anni fa. La città ha rivissuto quel momento di paura e devastazione sabato scorso sotto i Portici Nuovi grazie alla ricostruzione degli avvenimenti da parte del professor Fernando Robino coadiuvato dai suoi stu

I Portici di Novi come erano fino all?8 luglio 1944, un?immagine di altri tempi che, in pochi secondi, si trasforma e diventa la foto di oggi. Mentre avviene la trasformazione in 3d in sottofondo suona una sirena. La sirena che i novesi hanno ascoltato anche quel tragico 8 luglio di tanti anni fa. La città ha rivissuto quel momento di paura e devastazione sabato scorso sotto i Portici Nuovi grazie alla ricostruzione degli avvenimenti da parte del professor Fernando Robino coadiuvato dai suoi stu

NOVI LIGURE –  I Portici di Novi come erano fino all’8 luglio 1944, un’immagine di altri tempi che, in pochi secondi, si trasforma e diventa la foto di oggi. Mentre avviene la trasformazione in 3d in sottofondo suona una sirena. La sirena che i novesi hanno ascoltato anche quel tragico 8 luglio di tanti anni fa. La città ha rivissuto quel momento di paura e devastazione sabato scorso sotto i Portici Nuovi grazie alla ricostruzione degli avvenimenti da parte del professor Fernando Robino coadiuvato dai suoi studenti Elena, Maria, Cesare, Franca e Joseph.

Era la mattina dell’8 luglio, in campagna era tutto pronto per la trebbiatura. La città si stava svegliando più popolata del solito perché giorno di mercato. In Sardegna gli aerei degli alleati stavano preparandosi al decollo. Joseph sapeva di essere uno dei piloti che avrebbe dovuto raggiungere l’area del Po. La sorellina di Cesare si avvia verso via Giacometti per acquistare il latte, dovrà mettersi in coda e aspettare. Maria prepara da bere per gli uomini impegnati nella trebbiatura. Franca si ferma all’edicola vicina alla sede della Stippel di viale Saffi. Elena è a casa dove il padre aveva realizzato un rifugio sotterraneo dove ospitare anche i vicini. Gli aerei sorvolano Sardegna, Corsica, il Promontorio di Portofino e passata Cassano sganciano le bombe che, in pochi secondi, riducono il cuore della città in un ammasso di macerie. 216 vittime, l’esistenza delle quali si spezza in un attimo e che da noi, sia pur a distanza di tanti anni, non devono essere dimenticate. Al termine della relazione del professor Robino è palpabile l’angoscia dei presenti, alcuni dei quali hanno vissuto quel tragico evento e alla loro memoria di affollano i ricordi.
“Mi sono avvicinato a questa pagina di storia di Novi nell’ormai lontano 1994 – spiega Robino – quando avevo promosso un lavoro di progettazione e grafica con i miei studenti. Per conoscere meglio la fisionomia della Novi di ieri ha consultato scritti e foto dell’epoca. Questo percorso ha fatto breccia nel mio animo. Ho voluto così conoscere come si era svolto l’evento. Come un attore che si immedesima nel personaggio che deve rappresentare, ho cercato di conoscere i protagonisti e le loro emozioni, per dare una testimonianza il più veritiera possibile di una città profondamente ferita”.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione