Home
Campo base, 200 firme per dire no
Risposta del sindaco di Voltaggio, Michele Bisio, alla lettera firmata dalle mamme e dai residenti del paese e che riguarda la realizzazione del campo base per gli operai impegnati nei cantieri del Terzo Valico. I 200 firmatari della petizione chiedono che il campo non venga realizzato proprio allinizio del paese, pregiudicando ambiente e turismo, e indicano siti alternativi adatti a ospitarlo
Risposta del sindaco di Voltaggio, Michele Bisio, alla lettera firmata dalle mamme e dai residenti del paese e che riguarda la realizzazione del campo base per gli operai impegnati nei cantieri del Terzo Valico. I 200 firmatari della petizione chiedono che il campo non venga realizzato proprio allinizio del paese, pregiudicando ambiente e turismo, e indicano siti alternativi adatti a ospitarlo
VOLTAGGIO – «Considerata l’importanza strategica della presenza del campo base in paese, l’amministrazione ritiene che, nel caso in cui i vincoli non dovessero consentire l’utilizzo delle alternative, si debba rendere disponibile il prato di fronte alla Snam applicando vincoli molto restringenti sulla mitigazione, come richiesto anche dalla Provincia, per ridurre al minimo l’impatto ambientale e paesaggistico». Si conclude così la risposta che il sindaco di Voltaggio, Michele Bisio, ha dato pubblicamente alla lettera firmata dalle mamme e dai residenti di Voltaggio e che riguarda la realizzazione del campo base per gli operai impegnati nei cantieri del Terzo Valico. I 200 firmatari della petizione chiedono che il campo non venga realizzato proprio all’inizio del paese, pregiudicando ambiente e turismo, e indicano siti alternativi adatti a ospitarlo.Tutte ipotesi già proposte dalla minoranza e dal circolo Legambiente della Val Lemme, ma che «presentano singolarmente controindicazioni o vincoli di complessa soluzione – spiega il primo cittadino – Ci sono controindicazioni di carattere architettonico e economico per la ristrutturazione di vari palazzi antichi in paese; nel terreno dell’ex cava Cementir non è possibile autorizzare nessun progetto residenziale poiché definito “esondabile” dal Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Piemonte». Esito negativo anche per il terreno posto tra l’ex cartiera e il ponte sul Lemme: «le ruspe del Cociv hanno rinvenuto nel campo rifiuti interrati non pericolosi che pregiudicano la stabilità del terreno rendendolo non idoneo per l’installazione dei prefabbricati» e per l’ex cartiera, dove è prevista la realizzazione di un impianto a biomasse, «un progetto che fatica a decollare a causa degli ingenti finanziamenti necessari. A detta dei proprietari dell’area l’inizio della realizzazione della centrale sarebbe imminente e quindi non potrebbe costituire un’ipotesi praticabile, in caso contrario ritengo questa una validissima alternativa che ci consentirebbe anche la riqualificazione dell’area».
L’amministrazione comunale rimane alla ricerca di siti alternativi: «pur avendo presentato la variante del Piano Regolatore per il prato di fronte alla Snam, è impegnata alla ricerca di siti alternativi che presentino minor impatto ambientale, da proporre a Cociv per la realizzazione del campo base», conclude Bisio.