Eolico sul monte Poggio, sì dei Comuni, nì del Parco
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
23 Aprile 2016
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Eolico sul monte Poggio, sì dei Comuni, nì del Parco

Un progetto che piace ai Comuni, ma non troppo all'Ente Parco Aree Protette Appennino Piemontese, l'ex parco Capanne di Marcarolo. E' quello del parco eolico sul monte Poggio, sette pale da 84 metri in grado di produrre energia per 12 mila famiglie. Ma di mezzo ci sono le rotte migratorie di pipistrelli e biancone

Un progetto che piace ai Comuni, ma non troppo all'Ente Parco Aree Protette Appennino Piemontese, l'ex parco Capanne di Marcarolo. E' quello del parco eolico sul monte Poggio, sette pale da 84 metri in grado di produrre energia per 12 mila famiglie. Ma di mezzo ci sono le rotte migratorie di pipistrelli e biancone

FRACONALTO – Un progetto che piace ai Comuni, ma non troppo all’Ente Parco Aree Protette Appennino Piemontese, l’ex parco Capanne di Marcarolo. Nonostante la prima conferenza dei servizia abbia già espresso riserve sul progetto presentato nel 2014 dalla società Seva di Milano, si potrebbe riaprire l’iter di approvazione se gli ultimi studi di approfondimento sulle rotte migratorie di pipistrelli e biancone dovessero dimostrare che non ci saranno interferenze.
L’informativa è stata data l’altro giorno, giovedì, dall‘Ente Parco ai sindaci, tranne quello di Fraconalto, dove dovrebbe insistere l’impianto eolico, in quanto non facente parte del Parco.
A “rimandare” la prima volta il progetto era stata la presa d’atto che il territorio interessato era inserito, secondo una direttiva europea, nelle rotte migratorie dell’avifauna. 
Ma non è andato tutto perduto. Sono stati chiesti nuovi monitoraggi alla società proponente, che li sta completando insieme all’Università di Genova. Le risultanze dello studio, il terzo, dovrebbero essere rese note a breve, dopo il campionamento invernale, già concluso, e quello primaverile, in via di completamento. Nella prima bozza del progetto S.e.v.a affermava che “i flussi migratori sono esigui sia dal punto di vista quantitativo, sia da quello della ricchezza specifica” e le specie nidificanti, come aquila e grifone, non sono presenti in zona, mentre le condizioni microclimatiche sono “sfavorevoli all’attività trofica dei pipistrelli”.

Sempre secondo i dati del progetto, il parco eolico sarebbe composto da 7 aerogeneratori di 84 metri con tre pale da 44 metri ciascuna, da una cabina elettrica di trasformazione, 3,2 chilometri di linea elettrica interrata. La potenza nominale è di 2 mila chilowatt/ora, pari ad una produzione di 30 milioni di chilowatt /anno (pari ad un consumo di circa 12 mila abitazioni).
Quindi, Ente Parco da una parte, che vorrebbe fare rispettare la normativa, Comuni dall’altra che vedono nell’eolico una possibile nuova risorsa per il territorio. 
Poi, ci sono anche le associazioni ambientaliste che fanno presente le difficoltà viabilistiche per l’isediamento del cantiere in una zona già tartassata dal rifacimento dell’oleodotto e dal Terzo Valico dei Giovi. 
“La nostra posizione l’abbiamo già espressa con una delibera di consiglio comunale – dice il sindaco di Fraconalto Francesco Di Vanni – ed è favorevole all’insediamento. Abbiamo chiesto alcune garanzie ed attendiamo ovviamente i risultati dell’ultimo studio”.
In cambio del “disturbo” il Comune otterrebbe l’asfaltatura di una piazza da adibire a parcheggio, la bonifica dalle coperture di amianto nelle strutture comunali dove è ancora presente, un percorso ciclabile per incrementare il turismo sportivo e un polo di attrazione per visite di istruzione interessate alle energie alternative. C’è chi dice che “sono solo briciole”.
“I Comuni che fanno parte dell’Ente Parco Aree Protette – fa eco Michele Bisio, sindaco di Voltaggio – sono uniti nel ritenere che il progetto è importante per il territorio e per la politica energetica del Paese. C’è un aspetto tecnico, fatto presente dall’Ente Parco, al quale chiediamo venga trovata una soluzione (quello relativo alle rotte migratorie, ndr), ma c’è anche un aspetto politico, che ci auguriamo venga espresso con forza. Se le ultime rilevazioni fatte in collaborazione con l’Università affermeranno che non ci sono flussi migratori, come sembra, mi auguro che se ne tenga conto”. L’ultima parola spetterà in ogni caso a Provincia e Regione dopo la convocazione di una nuova conferenza dei servizi.

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