La paura degli edili non è finita
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
28 Aprile 2016
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La paura degli edili non è finita

La manifestazione di ieri a Genova, dove sono convogliati circa 500 lavoratori del settore autostradale di Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna, non ha scacciato la paura per circa 2 mila licenziamenti che erano stati annunciati dal gruppo Gavio a seguito delle nuove norme del codice degli appalti

La manifestazione di ieri a Genova, dove sono convogliati circa 500 lavoratori del settore autostradale di Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna, non ha scacciato la paura per circa 2 mila licenziamenti che erano stati annunciati dal gruppo Gavio a seguito delle nuove norme del codice degli appalti

ECONOMIA  – La manifestazione di ieri a Genova, dove sono convogliati circa 500 lavoratori del settore autostradale di Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna, non ha scacciato la paura per circa 2 mila licenziamenti che erano stati annunciati dal gruppo Gavio a seguito delle nuove norme del codice degli appalti.
In 200 sono arrivati dalla provincia di Alessandria, dove hanno sede le aziende del gruppo, Interstrade, Sea e Itinera le aziende
“Nella stesura definitiva sono state sì modificate, ma in peggio, nonostante l’accordo al tavolo tecnico sottoscritto con i funzionari del Mit, ministero delle infrastrutture”, spiegano Tiziana Del Bello e Massimo Cogliando, segretari provinciali di Feneal Uil e Fillea Cgil. Dopo la manifestazione si oscilla tra paura e ottimismo. “Siamo stati ricevuti dal Prefetto di Genova, al quale abbiamo illustrato le motivazioni dello sciopero. Già nel corso della giornata il rappresentante dello Stato ha assicurato di voler inviare al governo il verbale dell’incontro”.
I primi effetti del nuovo codice, pubblicato giovedì scorso sulla Gazzetta Ufficiale, sono già arrivati: “la Abc, società che opera sulla tratta autostradale Genova- La Spezia, ha lasciato a casa 29 lavoratori ed aperto la procedura per altri 40”. A cascata, si temono esuberi per i 2 mila delle società del gruppo Gavio, uno dei più grandi della provincia di Alessandria. “Non ci sarà cassa integrazione che tenga”, dice ancora Del Bello.

Con un “colpo di mano”, così Cogliandro definisce la manovra del Governo Renzi, sono state cancellate le garanzie sulla clausola sociale che avrebbe garantito ai dipendenti delle ditte sub appaltatrici di essere assorbite dalle nuove società subentranti nei lavori di manutenzione.
Il nuovo codice apre infatti l’apertura di procedure di gare europee per assegnare le concessioni autostradali. E fin lì nulla da eccepire. Anche i subappalti saranno messi a gara, ma con i tecnici del ministero era stato concordato che una quota del 20% potesse essere data in affido diretto e che dal restante 80% non fossero comunque escluse le ditte collegate all’appaltante. “Questo avrebbe evitato di destrutturare il comparto e salvare posti di lavoro”, spiega Cogliando.
Al grido di #nonfacciamociasfaltare i sindacati hanno dunque dichiarato “guerra” al nuovo codice. “E’ stato istituito un tavolo permanente presso il ministero. Ieri, mentre eravamo in manifestazione, le segreterie nazionali sono state convocate dal ministro Delrio”, dice ancora il sindacalista. “Siamo uniti in questa battaglia, non molliamo – aggiunge Del Bello – Per un territorio che ha già pagato cara la crisi, sarebbe una dura batosta se dovessero essere confermati gli esuberi annunciati”.

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