Primo maggio: “una nuova stagione di concertazioni per guardare al futuro”
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Primo maggio: “una nuova stagione di concertazioni per guardare al futuro”

La Festa del Lavoro è tornata nel capoluogo, con sindaco e sindacati pronti a incontrare il Prefetto per rilanciare una concertazione con i datori di lavoro a 360 gradi. Didier: "Le parole d'ordine devono essere gestione del fenomeno dell'immigrazione, contrattazione, pensioni, rilancio del territorio e patto generazionale con i giovani"

La Festa del Lavoro è tornata nel capoluogo, con sindaco e sindacati pronti a incontrare il Prefetto per rilanciare una concertazione con i datori di lavoro a 360 gradi. Didier: "Le parole d'ordine devono essere gestione del fenomeno dell'immigrazione, contrattazione, pensioni, rilancio del territorio e patto generazionale con i giovani"

ALESSANDRIA – In un clima da piccola piazza di paese la manifestazione dei sindacati per celebrare il Primo maggio è tornata nel capoluogo, con il palco collocato in piazzetta della Lega e la banda musicale cittadina ad aprire il comizio.

Pochissime le persone presenti, non più di un centinaio, quasi tutti militanti, ma i rappresentanti sindacali hanno ricordato come “tanti alessandrini oggi si sono recati a Genova per la manifestazione nazionale”. 

Il primo intervento è stato del sindaco, Rita Rossa, visibilmente emozionata da ricordi personali, che ha ricordato l’aumento delle morti del lavoro, pur nella drammatica diminuzione della quantità di persone occupate, fotografia della crisi che stiamo vivendo, e auspicando un’economia che riparta dall’industria e dal lavoro.

“Occorre capire quale modello di sviluppo stiamo seguendo, tutti insieme in concertazione – ha sottolineato il primo cittadino – abbiamo bisogno di una coralità d’intenti. Il lavoro si difende a partire dal lavoro. Bisogna rivendicare che la dignità della persona deve essere al centro, dalle condizioni di vita, dall’apertura mentale. Il mondo è dietro l’angolo, la libertà di chi arriva da lontano vale la nostra libertà” (sul palco, dopo l’intervento del sindaco, è stata invitata a parlare una delegazione dei braccianti di Castelnuovo Scrivia, lavoratori irregolari che hanno avuto il coraggio di denunciare i datori di lavoro e che chiedono una regolarizzazione ndr).

“Insieme al sindacato e ai lavoratori dobbiamo percorrere questa battaglia fino in fondo – ha dichiarato Rita Rossa – Bisogna superare i vincoli normativi che impediscono agli enti locali d’investire, come il Patto di stabilità. Sono stati anni difficili ma abbiamo trovato la forza di aggrapparci alle nostre convinzioni, e cercare soluzioni condivise. Pensare al futuro di questa comunità è possibile solo chiudendo un conto con il passato, e l’abbiamo fatto, con grande sforzo, trovando soluzioni credibili, con conti finalmente a posto e progetti strategici, con cantieri aperti in questa città e opere che la città aspettava da 20 anni”. 

Per i sindacati ha parlato, in maniera unitaria, Sergio Didier, segretario provinciale della Cisl (presenti sul palco anche Aldo Gregori, segretario Uil, e Tonino Paparatto, segretario Cgil). 

L’intervento si è articolato su alcune parole chiave: 

Contrattazione: “abbiamo tanti contratti da rinnovare, anche nel pubblico, – ha ricordato Didier – alcuni si attendono da 7 anni. E’ un allarme che lanciamo. Servono nuove regole contrattuali che Cgil, Cisl e Uil chiedono a parti datoriali e governo da tempo, con la contrattazione di secondo livello che deve trovare nuovo vigore, così che ciascuno nello specifico possa fare contrattazioni dignitose secondo le caratteristiche del proprio contesto, facendo partecipare i lavoratori alle contrattazioni stesse, con maggiore peso e responsabilità di tutti”. 

Occupazione: “per noi è un risultato che viene automaticamente se si vuole adottare una maggiore equità. Occore lavorare sul riequilibrio fiscale – ha sottolineato il segretario Cisl – togliere risorse a chi ha reddito altissimo per darle a chi ce l’ha medio o basso. Redistribuire le risorse: solo questa è la via per rilanciare i consumi”.

Le pensioni: “non ultime per importanza. La festa è anche di chi ha lavorato. Chiediamo più flessibilità per il diritto di accesso alle pensioni, prima si andava in pensione a volte con vent’anni di servizio, e si sono fatte concessioni senza lungimiranza, ora invece non si finisce più di lavorare. Serve un’attenzione particolare per le donne e i lavori usuranti, e poi occorre rivalutare il potere d’acquisto delle pensioni”.

Il patto generazionale: “la cosa più importante – ha concluso Sergio Didier – è il patto generazionale per i giovani. Sono troppo poco presenti in questa piazza, ma li capiamo, vanno coinvolti di più. La riforma delle pensioni deve parlare dei giovani, di quelli che oggi hanno un lavoro precario o non riescono a trovarlo. Ad oggi non c’è nessuna garanzia per il futuro delle nuove generazioni: gli Stati più seri l’hanno capito e coinvolgono. i giovani molto più di noi. Dobbiamo ricreare un sistema pensionistico che tenga conto di loro”. 

“Chiudiamo parlando di Alessandria – è stato il commiato dal palco – abbiamo fortemente voluto che la festa tornasse nel capoluogo. L’abbiamo scelto perché in questo momento è in corso almeno un tentativo: dobbiamo condividere la consapevolezza che nel comune e nella provincia esistono potenzialità che sono state sottovalutate e sottodimensionate, con capacità imprenditoriali importanti, come il settore terziario, prodotti enogastronomici, e molte mete di turismo. Abbiamo ancora grandi potenzialità, ma bisogna crederci. Questo è anche l’occasione per un annuncio: abbiamo un tavolo in Prefettura che si aprirà a breve, ci vedremo con enti datoriali e istituzioni, l’obiettivo è ripartire proprio dalla concertazione perché è solamente con l’unità che si può dare un futuro a questo territorio”. 

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