Anniversari sotto silenzio: 50 anni fa moriva il maestro del futurismo Carlo Carrà
Nel 1966 la scomparsa di Carlo Carrà e di Gino Severini, entrambi maestri del futurismo, ed entrambi per motivi diverse legati alla nostra città. Non risulta che al momento Alessandria e il territorio abbiano dato il via a operazioni di ricordo
Nel 1966 la scomparsa di Carlo Carrà e di Gino Severini, entrambi maestri del futurismo, ed entrambi per motivi diverse legati alla nostra città. Non risulta che al momento Alessandria e il territorio abbiano dato il via a operazioni di ricordo
OPINIONI – Il 2016 sarebbe per l’arte di Alessandria e in Alessandria un anno di celebrazioni e anniversari. Sono infatti passati cinquant’anni dalla scomparsa nel 1966 di Carlo Carrà e di Gino Severini, entrambi maestri del futurismo, ed entrambi per motivi diverse legati alla nostra città: Carrà per ragioni anagrafiche (era nato a Quargnento nel 1881) Severini perché autore di un lavoro, tra i suoi più importanti, di cui Alessandria può davvero menar vanto: quel mosaico delle Poste di piazza della Libertà del quale ancora di recente si è molto parlato. È stato per l’impegno di tutela mostrato da un meritevole privato cittadino che negli anni si è fatto carico di salvaguardarlo e di evitare la dispersione delle tessere di cui è composto. Tessere che spesso cadevano sul selciato nell’indifferenza dei passanti e degli addetti.
Carrà e Severini sono stati tra i proto firmatari del Manifesto futurista, i fondatori di quello che è riconosciuto come il primo e – con il dadaismo – forse più rivoluzionario movimento artistico della prima metà del secolo XX. Mi risulta che Cortona città toscana dove Severini era nato nel 1883 abbia dato vita a giuste celebrazioni approdate in iniziative di valorizzazione di un proprio personaggio di grande spicco. Non risulta che al momento Alessandria e il territorio abbiano dato il via ad analoghe operazioni di ricordo per il proprio illustrissimo concittadino Carlo Carrà. C’è da augurarsi che questo avvenga nei prossimi mesi, nei modi che le amministrazioni riterranno più opportuno. Ricordando per inciso che, purtroppo, anche la città che lo vide protagonista di spicco della vita culturale nella parte centrale del secolo – Milano – non ha promosso alcuna grande mostra o manifestazione.

Dimenticanze e differenze… che possiamo ancora colmare…