“Le porte di pietra”, sfida oltre ogni limite
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Antonio Manero - sport@alessandrianews.it  
17 Maggio 2016
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“Le porte di pietra”, sfida oltre ogni limite

Cinque gare, altrettante distanze, per uomini duri che non mollano mai. "Le porte di pietra" e i suoi corollari anche quest'anno hanno monopolizzato l'attenzione dell'universo podistico alessandrino, e non solo...

Cinque gare, altrettante distanze, per uomini duri che non mollano mai. "Le porte di pietra" e i suoi corollari anche quest'anno hanno monopolizzato l'attenzione dell'universo podistico alessandrino, e non solo...

CANTALUPO LIGURE – Cinque gare, altrettante distanze, per uomini duri che non mollano mai. “Le porte di pietra” e i suoi corollari anche quest’anno hanno monopolizzato l’attenzione dell’universo podistico alessandrino, e non solo. La kermesse della Val Borbera si è aperta sabato, con la “Diagonale di Pietra”, 6,7 chilometri a Cantalupo ligure: una distanza apparentemente accessibile, ma su un percorso durissimo, che ha esaltato le qualità di due “stradaioli” prestati al trail. Fra gli uomini, successo di Diego Picollo (Maratoneti Genovesi) ha vinto sulle strade di casa in 45’19”, con circa mezzo minuto di vantaggio su Davide Ansaldo (45’46”) e oltre un minuto su Andrea Patrucco (46’24”). Fra le donne, vince Teresa Mantero (Atl.Novese), al primo acuto (ma che acuto) stagionale, in 59’58”, davanti a Carmela Vergura (1h02’43”) e Antonella Manzoli (1h08’15”).

La “Diagonale” però è stata solo un assaggio: Diego Picollo concede il bis ventiquattr’ore dopo, e vince anche il “Castello di Pietra”, sulla distanza dei 17 chilometri in 1h19’27”, davanti a Paolo Bertaia (1h19’55”) e al valdostano Nadir Vuillermoz (1h21’20”), mentre fra le donne si registra il trionfo di Giorgia Bruzzone (Frecce Zena, 1h36’52”), capace di precedere Michela Sturla e Luigina Porati sul podio.

Fin qui le gare “per tutti”: perchè poi si passa alle lunghe distanze. Come i 42 chilometri della “Val Borbera Marathon”, vinta da Claudio Del Grande (Team Italtende) con un tempo di 3h32’40” che rende l’idea della durezza della corsa. Alle spalle del vincitore, Riccardo Borgialli (Bergteam Solomon) in 3h51’27”, e Giorgio Pongelli (Weruscka Workout) in 4h20’47”: distacchi che si misurano con la sveglia. In campo femminile, vince Pamela Maccherini, in 5h41’55” davanti a Lorenza Bernardi (5h42’16”) e Valeria Parodi (5h46’17”).

E dal trail si arriva all’ultratrail: nella
70 chilometri il successo premia Stefano Ruzza (team Vibram) in 7h37’24”, davanti a Jimmy Pellegrini (Team Mammut, 7h41’27”) e Daniele Gaido (Spirito Trail Team, 8h07’30”); fra le donne, prima Sonia Locatelli, che col tempo di 8h55’09” è anche settima assoluta; con lei sul podio la svizzera Helene Ogi (9h15’42”) e l’altra italiana Teresa Mustica (9h52’49”).

Infine, la distanza regina: la 100chilometri, conclusa regolarmente da ben 80 concorrenti. Ha vinto il favorito Alexander Rabensteiner (Skinfit Team), in 11h32’25”, davanti a Emanuele Ludovisi (Vigor Taurus Team, 11h42’05”); terzo Peter Kienzl (Mountain Spirit, 12h19’57”); in campo femminile, Virginia Oliveri (Solomon Berg Team) in 14h44’57” fa il vuoto e precede sul podio Denise Zimmermann (Teamo Salomon Suunto, 15h31’58”) e Tatiana Maccherini (Uisp Chianciano, 17h28’58”).

A tutti i concorrenti della “kermesse di pietra” l’inchino ammirato di chi sa quanto sia faticoso percorrere anche solo una manciata di chilometri di corsa, e l’applauso incredulo di quanti sono abituati a guardare lo sport dalla poltrona di casa: in certi casi la vittoria non è tutto, la vera impresa è arrivare al traguardo.

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