“Le porte di pietra”, sfida oltre ogni limite
Cinque gare, altrettante distanze, per uomini duri che non mollano mai. "Le porte di pietra" e i suoi corollari anche quest'anno hanno monopolizzato l'attenzione dell'universo podistico alessandrino, e non solo...
Cinque gare, altrettante distanze, per uomini duri che non mollano mai. "Le porte di pietra" e i suoi corollari anche quest'anno hanno monopolizzato l'attenzione dell'universo podistico alessandrino, e non solo...

La “Diagonale” però è stata solo un assaggio: Diego Picollo concede il bis ventiquattr’ore dopo, e vince anche il “Castello di Pietra”, sulla distanza dei 17 chilometri in 1h19’27”, davanti a Paolo Bertaia (1h19’55”) e al valdostano Nadir Vuillermoz (1h21’20”), mentre fra le donne si registra il trionfo di Giorgia Bruzzone (Frecce Zena, 1h36’52”), capace di precedere Michela Sturla e Luigina Porati sul podio.

E dal trail si arriva all’ultratrail: nella 70 chilometri il successo premia Stefano Ruzza (team Vibram) in 7h37’24”, davanti a Jimmy Pellegrini (Team Mammut, 7h41’27”) e Daniele Gaido (Spirito Trail Team, 8h07’30”); fra le donne, prima Sonia Locatelli, che col tempo di 8h55’09” è anche settima assoluta; con lei sul podio la svizzera Helene Ogi (9h15’42”) e l’altra italiana Teresa Mustica (9h52’49”).

A tutti i concorrenti della “kermesse di pietra” l’inchino ammirato di chi sa quanto sia faticoso percorrere anche solo una manciata di chilometri di corsa, e l’applauso incredulo di quanti sono abituati a guardare lo sport dalla poltrona di casa: in certi casi la vittoria non è tutto, la vera impresa è arrivare al traguardo.