Novese, gruppo di creditori chiede la procedura di fallimento
Nel fine settimana a Napoli si sarebbe svolto un "consiglio di amministrazione", ma intanto un gruppo di creditori, fa sepere il Comune tramite un comunicato, è intenzionato ad avviare procedura fallimentare. In più, la squadra deve dire momentaneamente arrivederci al Girardengo
Nel fine settimana a Napoli si sarebbe svolto un "consiglio di amministrazione", ma intanto un gruppo di creditori, fa sepere il Comune tramite un comunicato, è intenzionato ad avviare procedura fallimentare. In più, la squadra deve dire momentaneamente arrivederci al Girardengo
12:00 – Novese Calcio, creditori chiedono fallimento.
Questa mattina, giovedì 19, l’amministrazione comunale di Novi Ligure ha fatto sapere tramite un comunicato che “un gruppo di creditori “ha dato mandato per avviare la procedura fallimentare nei confronti dell’U.S.D. Novese, l’Amministrazione Comunale ritiene che non sussistano più le condizioni per concedere alla società calcistica l’utilizzo dello Stadio Girardengo e di altre strutture sportive”. Altra tegola su una società che sembra ormai destinata a ripartire veramente da zero.
………………………………………………………………………………..
NOVI LIGURE – Quel pasticciaccio brutto della Novese si è arricchito di un nuovo capitolo. Lo scorso fine settimana, a Napoli, dovrebbe essere stato nominato il nuovo amministratore unico del club dopo le dimissioni da quel ruolo del proprietario Raffaele Retucci. All’hotel Ramada è andata in scena l’ennesima puntata di un feutillon dalle tinte fosche che richiamano un soap opera sudamericana della peggior specie. A Napoli non c’era Renato Traverso, il socio di minoranza ed ex patron ma le sue quote (il 20%) incidono poco sulle sorti di un club la cui proprietà dà l’impressione di volersene sbarazzare in fretta come dimostra l’ultimo comunicato stampa diramato da chi non si è quasi mai visto a Novi ma ama parlare per posta elettronica da chissà dove: forse dall’estero, dove Retucci si reca spesso per lavoro secondo la versione fornita dal suo fiduciario Gaetano Battiloro il 26 novembre, giorno della presentazione di una proprietà uni personale che fisicamente però non era presente. Nella nota si pone un preciso termine (l’ennesimo) per chi fosse interessato al club, il 31 maggio ma chi volesse comprare la Novese dovrà spedire una mail perché, contrariamente al passato, non vengono forniti numeri di telefono anche se rimane l’antica avvertenza “astenersi perditempo”.
La proprietà, bontà sua, fa sapere Urbi et Orbi che verrà garantita l’iscrizione all’Eccellenza regionale e si chiederà ripescaggio in Serie D: il fatto che non si faccia riferimento a programmi ulteriori lascia presupporre che ancora una volta la Novese potrebbe essere abbandonata al suo destino, senza investimenti economici come accaduto in questi mesi del 2016 quando la squadra per giocare si pagava le trasferte con gli incassi dei match casalinghi o con l’intervento del socio di minoranza. Una situazione paradossale ma che rimane in fase di stallo anche perché il coltello dalla parte del manico ce l’ha la proprietà che ha dimostrato di conoscere perfettamente i regolamenti federali e che, salvo qualche piccolo scivolone (la mancate presenza a Chieri della Juniores ha portato a una multa) li rispetta a menadito.
E la città? “Invocata” dalla proprietà a farsi avanti, cincischia. Il gruppo di lavoro nominato dal Sindaco Rocchino Muliere sta cercando di individuare qualche soluzione alternativa e la priorità è rivolta al settore giovanile. E’ allo studio la possibilità di costituire una nuova società calcistica che possa “traghettare” i baby del vivaio nel nuovo team che potrebbe chiamarsi Novinovese anche se il nome non pare azzeccato al punto che sembra uno scioglilingua.