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“Biodigestore incompatibile con il piano urbanistico”
Prima riunione della commissione d'inchiesta voluta dai comuni di Isola del Cantone ed Arquata per l'insediamento di un impianto di trattamento di rifiuti in località Camposaragna, a ridosso del confine tra Piemonte e Liguria, lungo il torrente Scrivia
Prima riunione della commissione d'inchiesta voluta dai comuni di Isola del Cantone ed Arquata per l'insediamento di un impianto di trattamento di rifiuti in località Camposaragna, a ridosso del confine tra Piemonte e Liguria, lungo il torrente Scrivia
ARQUATA SCRIVIA – Il comune di Arquata ribadisce il suo “no”, insieme a quello di Isola del Cantone, all’insediamento di un biodigestore in località Camposaragna, a Isola, proprio al confine tra i due comune (e le due regioni, Piemonte e Liguria). E’ stato detto nel corso della prima seduta dell’inchiesta pubblica, una procedura prevista dallo statuto della Regione Liguria nell’ambito della procedura di Via, valutazione di impatto ambientale. Secondo i due comuni, c’è incompatibilità tra il piano urbanistico comunale di Isola del Cantone e la proposta di realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti speciali non pericolosi proposto dalla Energa s.r.l. Secondo l’avvocato Piera Sommovigo, per il comune in provincia di Genova, non avrebbe neppure essere avviato l’iter di valutazione. In una affollatissima sala, il commissario super partes per l’inchiesta, Andrea Pasetti, ha ritenuto di proseguire la riunione per raccogliere tutte le opinioni, alla presenza del funzionario regionale. Ribadita la posizione del Comune in apertura di seduta (ossia l’incompatibilità dell’insediamento con il piano urbanistico) il dirigente regionale Nicola Poggi ha ammesso che “Occorre un approfondimento giuridico”. L’azienda proponente, tirata per la giacca su tutti i fronti, da quello dell’impatto ambientale a quello normativo, replica: “abbiamo presentato la documentazione richiesta. Sta alla Regione ora fare le sue valutazioni. Se l’istanza verrà dichiarata inammissibile, ne prendiamo atto”.
Il comune, d’altro canto, ricorda come già nel 2015, dopo che fu approvata la variante di piano regolatore e decretò che in quell’area, a ridosso del torrente Scrivia, non erano previsti insediamenti produttivi, aveva sollevato il caso.
Oltre alle questioni tecniche urbanistiche, i cittadini e i rappresentanti del comitato Aia, associazione isolese ambiente, hanno espresso tutte le loro perplessità di carattere ambientale.