Solo una tragica fatalità: nessuna inchiesta sulla morte del giovane Marco
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Redazione - novionline@novionline.net  
22 Maggio 2016
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Solo una tragica fatalità: nessuna inchiesta sulla morte del giovane Marco

La serata di Marco Balostro, studente 18enne del Boccardo di Novi, era trascorsa come tante, passata in compagnia degli amici, con la promessa di rivedersi il giorno dopo. È finita tragicamente contro un muro lungo la provinciale tra Arquata e Vignole

La serata di Marco Balostro, studente 18enne del Boccardo di Novi, era trascorsa come tante, passata in compagnia degli amici, con la promessa di rivedersi il giorno dopo. È finita tragicamente contro un muro lungo la provinciale tra Arquata e Vignole

VIGNOLE BORBERA – Non sarà aperta nessuna inchiesta da parte della magistratura. La morte di Marco Balostro, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato lungo la strada tra Arquata Scrivia e Vignole Borbera, è stata solo una tragica fatalità. Forse un colpo di sonno, magari a velocità un po’ sostenuta: il giovane ha perso il controllo del mezzo ed è finito contro il muro in cemento armato del sottopasso della A7, lungo la provinciale 140. Nessun altro mezzo è stato coinvolto e il ragazzo era solo a bordo della sua auto. Non ci sono videocamere che possono aver ripreso l’incidente. Sono già stati fissati i funerali: il rosario si terrà questa sera, domenica 22 maggio alle 20.30, nella chiesa parrocchiale di Vignole; le esequie lunedì pomeriggio, alle 15, sempre a Vignole.

La serata di Marco era trascorsa come tante, passata in compagnia degli amici, con la promessa di rivedersi il giorno dopo. Aveva la patente da 4 mesi o poco più. Studiava ragioneria all’istituto Boccardo di Novi Ligure, avrebbe compiuto 19 anni a luglio. La scuola da finire, i progetti per l’estate che stava arrivando. Non è rimasto che un ammasso di rottami, quelli della Ford Fiesta che venerdì notte guidava Marco, dopo una serata con gli amici.

Uno schianto violento che non ha lasciato scampo al giovane. Lo piange la famiglia, residente a Vignole, il padre Tom, autotrasportatore, la madre Marina, la sorella più giovane Michela, gli amici del paese. Loro sono stati gli ultimi a vedere Marco. Si erano ritrovati in piazza, davanti all’oratorio, il gruppo di sempre. Insieme avevano deciso di andare in una paninoteca ad Arquata. Marco era salito a bordo dell’auto di amico. Dopo un panino nel locale erano stati a casa di un ragazzo della compagnia, in una frazione di Vignole. Verso l’1 di notte avevano fatto ritorno in piazza. Le ultime chiacchiere, gli scherzi. Poco dopo le 3 si erano lasciati: “Ciao, ci vediamo domani sera” aveva detto agli ultimi rimasti in piazza. Poi Marco ha ripreso la sua auto ma invece di tornare subito a casa, si è diretto nuovamente verso Arquata, forse per fare benzina al distributore situato subito dopo il cavalcavia.

Quel che è accaduto in quel breve tratto di strada [nella foto], tra il centro di Vignole e il cavalcavia, vicino all’uscita dell’autostrada A7, sta cercando di ricostruirlo la Polizia stradale di Tortona, intervenuta subito dopo lo schianto. Sono arrivati tempestivi anche i soccorsi del 118 ma per Marco non c’era già più nulla da fare.
Un ragazzo tranquillo, giocava a pallone (“tifava per il Milan”), mai un eccesso, o un colpo di testa. Aveva anche vinto il premio che annualmente l’amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Teti mette in palio per gli studenti migliori. “Era speciale lui, era diverso. Non aveva un cellulare di quelli moderni, non usava i social network. Viveva nel suo mondo, il suo mondo era qui, eravamo noi”, dice un amico.

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