Tutto tace in quel di Novi, il futuro della società biancoceleste resta un enigma
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Maurizio Iappini - sport@alessandrianews.it  
2 Giugno 2016
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Tutto tace in quel di Novi, il futuro della società biancoceleste resta un enigma

Nessuna notizia degli ex proprietari, l'istanza di fallimento dovrebbe essere presentata a giorni ma di ufficiale ancora nulla. Intanto c'è chi propone addirittura un anno sabbatico in attesa di ricostruire una società con solide basi

Nessuna notizia degli ex proprietari, l'istanza di fallimento dovrebbe essere presentata a giorni ma di ufficiale ancora nulla. Intanto c'è chi propone addirittura un anno sabbatico in attesa di ricostruire una società con solide basi

NOVI LIGURE – Poche idee ma confuse, diceva Ennio Flaiano, motto che ben si addice alla situazione della Novese. Il tempo passa inesorabile e dalla proprietà non si sa nulla. Stranamente, dell’assemblea del socio (perché quello di minoranza, Renato Traverso, non è andato) e proprietario-dimissionario da amministratore unico del club Raffaele Retucci, non si è saputo più nulla. Non una casualità perché in questi mesi la proprietà della Novese ha sempre brillato per celerità di comunicati stampa ogni qualvolta se ne presentava l’occasione mentre dopo l’ultimatum di inizio maggio (chi vuole la Novese si faccia avanti entro il 31 maggio) le mail tacciono anche sulle sorti e sul nome del nuovo amministratore unico. Silenzio che ha poche interpretazioni perché la proprietà aveva garantito l’iscrizione all’Eccellenza del club senza però parlare di altri programmi.

E l’istanza di fallimento? A breve dovrebbe essere depositata

ma più che a quella si guarda alle mosse dell’amministrazione comunale che in questo caos si sta facendo carico di un compito delicato e importante: fare da collante per tirare le fila sul da farsi, appurato che la Novese attuale non ha appeal. L’unico problema, non di poco conto, è che il tempo dello sport non è quello della politica e dell’impresa. Se davvero si vuole costruire un club alternativo ai biancocelesti, rimangono pochi giorni perché fra costituzione legale, organigramma e iscrizione serve fare in fretta per non farsi trovare impreparati già prima di partire.

Il vero dilemma sono come al solito i soldi: chi investirà sul nuovo club? Di voci in città se ne sentono tante, da neppure troppo celati ex giocatori della val Borbera, a ex dirigenti che la vecchia Novese l’avevano conosciuta con Lino Gaffeo (anche lui descritto come interessato al club), da altri dirigenti sportivi di club limitrofi ad ancora misteriosi imprenditori. Il dato di fatto però è che a oggi non si sa ancora se e quando nascerà la nuova squadra, chi ne sarà proprietario e in quale categoria militerà. Su quest’ultimo aspetto le idee sono confuse: c’è chi vorrebbe ripartire dalla Promozione e chi dalla Prima categoria, chi addirittura dall’Eccellenza e chi invece propone un anno sabbatico senza calcio a Novi se la Novese fallirà. L’unico aspetto vero è che si è intervenuti troppo tardi: le prese di posizione e le iniziative dei tanti soggetti che hanno a cuore le sorti della Novese avrebbero dovuto essere intraprese almeno a febbraio quando in tanti invocavano interventi “a gamba tesa” su una vicenda in cui il tragicomico è il genere più appropriato. A febbraio, e lo scrivemmo, si sarebbe dovuto inibire lo stadio alla Novese, a febbraio i creditori avrebbero dovuto uscire allo scoperto per dare segnali forti che invece sono arrivati a maggio. Non tutto è perduto ma occorre fare bene e in fretta, due condizioni che non sempre vanno a braccetto.

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