Affaire Novese, ancora nessuno si è fatto avanti per rilevare la società
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Maurizio Iappini - sport@alessandrianews.it  
9 Giugno 2016
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Affaire Novese, ancora nessuno si è fatto avanti per rilevare la società

A quel che risulta, dopo l’appello del comune rivolto al mondo dell’imprenditoria novese, nessuno ha manifestato interesse a contribuire alla nascita di una società prova di debiti, con idee e persone nuove e disponibile a ripartire dalla Prima Categoria

A quel che risulta, dopo l?appello del comune rivolto al mondo dell?imprenditoria novese, nessuno ha manifestato interesse a contribuire alla nascita di una società prova di debiti, con idee e persone nuove e disponibile a ripartire dalla Prima Categoria

NOVI LIGURE – Ultimatum di vendita scaduto, strada del fallimento intrapresa, manca ancora l’ultimo o penultimo tassello per la Novese, quello più importante, quello però anche più difficile. Creare dal nulla una società calcistica che voglia o possa considerarsi l’erede di un team, quello biancoceleste che, è bene ricordarlo, a tutt’oggi è ancora esistente e che verrà iscritto dalla sua attuale proprietà al campionato di Eccellenza regionale, con annessa domanda di ripescaggio. Questi erano gli impegni che il proprietario Retucci aveva comunicato nell’ultima mail di quasi un mese addietro. Da allora, nessuna nuova comunicazione anche se l’ultimo comunicato stampa faceva leggere tra le righe l’interesse della proprietà a iscrivere la squadra, senza nulla aggiungere sulla rosa da allestire o sul tecnico su cui puntare.

Se il destino della Novese è ancora da scrivere, quello del club che in molti vorrebbero presto nascere è avvolto nella nebbia, come una madre che alla prima ecografia non sa ancora di quale sesso sarà il suo nascituro. Dall’ultima uscita del comune (capofila per l’istanza di fallimento) il lavoro è proseguito sotto traccia, con poche eccezioni. La verità dei fatti è che l’erede della Novese è ancora lontana dal nascere e il termine di fine giugno si avvicina a grandi falcate. A quel che risulta, dopo l’appello del comune rivolto al mondo dell’imprenditoria novese, nessuno ha manifestato interesse a contribuire alla nascita di una società prova di debiti, con idee e persone nuove e disponibile a ripartire dalla Prima Categoria. Dei tanti che per tutto l’anno, in piena crisi societaria biancoceleste, si facevano avanti a parole dimostrando preoccupazione per le sorti del club scudettato, nessuno ha alzato la metaforica cornetta per manifestare al sindaco di Novi disponibilità economica e personale nella nuova avventura. Certo in tanti a parole non hanno chiuso la porta in faccia a sostenere la futura squadra ma nella realtà dei fatti “il capitale” è ancora da costituire. Un dato di fatto che ha spinto Muliere a uscire allo scoperto con una sorta di appello alle forze economiche per sostenere il potenziale nuovo club, che avrà l’appoggio dell’amministrazione comunale ma che dovrà ripartire da zero, logistica e magazzino inclusi. Mentre il tempo stringe, si ha quasi l’impressione che alla città della Novese interessi davvero poco al di là di ogni altro ragionamento: in questo momento servono gesti concreti, non parole perché rilasciare interviste o a raccontare di essere pronti a sostenere il nuovo club in inverno sono stati capaci in tanti, ma alla prova dei fatti nessuno ha tramutato le parole in azioni. Non sarebbe un miracolo evangelico ma semplicemente dimostrare attaccamento e coerenza.

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