Nasce un nuovo club per salvaguardare i giovani talenti della Novese
Un ristretto gruppo di genitori di cui è portavoce Monica Canepa ha preso in mano liniziativa preparando le basi per la costituzione di un nuovo club il cui nome e i cui colori sociali sono ancora top secret
Un ristretto gruppo di genitori di cui è portavoce Monica Canepa ha preso in mano l?iniziativa preparando le basi per la costituzione di un nuovo club il cui nome e i cui colori sociali sono ancora top secret
NOVI LIGURE – Una nuova società di calcio giovanile sta per nascere a Novi con buona pace di chi pensava di trarre vantaggio dalla crisi in cui versa la Novese. L’iniziativa di cui si vociferava i città da qualche settimana ha avuto una profonda accelerazione nei giorni scorsi quando un ristretto gruppo di genitori di cui è portavoce Monica Canepa ha preso in mano l’iniziativa preparando le basi per la costituzione di un nuovo club il cui nome e i cui colori sociali sono ancora top secret. La nascitura società, nelle intenzioni dei fondatori dovrebbe “travasare” la maggior parte dei giovani del vivaio della Novese nel nuovo team il cui referente tecnico sarà quell’Angelo Liberati che per lunghi anni aveva lo stesso ruolo nel vivaio biancoceleste ma il team che da settembre sarà nei campionati Figc si è avvalso anche del sostegno morale e non solo di Massimo Schenardi e Piero Bianchi, due che la vita della Novese e le stanze della Federcalcio Piemonte le conoscono molto bene.
Monica Canepa spiega la filosofia della nuova società: “Il club avrà un comitato gestionale che sarà supervisionato da un comitato di garanti indipendente e che potrà vedere la gestione economica del club. Vogliamo fare le cose in assoluta trasparenza e soprattutto fare il passo lungo come la gamba. Ripartiremo da zero perché nel magazzino della Novese non c’è più nulla, non un pallone, non una muta di maglie non i paletti o i coni per far esercitare i bambini. Contiamo però di partire con le tasche piene per garantire ai genitori che si iscriveranno che la prossima stagione si potrà fare calcio senza assilli economici. Entro fine giugno contiamo di raccogliere 80.000 euro e già ora siamo a metà dell’opera”.
Parole importanti che fanno tornare alla mente il progetto del Parma dell’anno scorso quando il club, sommerso dai debiti, fu dichiarato fallito ma quello che nacque dalle sue ceneri aveva basi economiche solide e persone serie alla sua guida. Un modello che in molti auspicano possa essere utilizzato anche per la prima squadra e il sistema adottato in autogestione da alcuni genitori potrebbe essere lo stesso a cui fare riferimento per la prima squadra, ma questa è un’altra storia. Quel che conforta è sapere che i tanti ragazzi che l’anno scorso indossavano le maglie biancocelesti non saranno costretti dagli eventi a cambiare società ma saranno liberi di scegliere il loro futuro fra il nascituro team e i tanti club sportivi di Novi e della zona che erano e sono comunque pronti ad accogliere a braccia aperte ogni ragazzo.