L’arte come incognita del quotidiano
Nei lavori di Salvo (Salvatore) Vessella e Pietra Perrera, in mostra a Spazio Arte di Gavi, larte è unincognita del quotidiano, che salta fuori al cospetto di minimi brandelli di vita, per farsene respiro, imprescindibile elemento
Nei lavori di Salvo (Salvatore) Vessella e Pietra Perrera, in mostra a Spazio Arte di Gavi, l?arte è un?incognita del quotidiano, che salta fuori al cospetto di minimi brandelli di vita, per farsene respiro, imprescindibile elemento
GAVI – È l’idea che si insinua dai pensieri nelle mani, un’idea la quale trasforma il volto di forme, strumenti e materiali che ogni giorno tocchiamo, usiamo, gettiamo, in cui ci imbattiamo distratti: un cartone vuoto sul banco di un supermercato, il volo di un usignolo sulle colline, una corteccia secca lungo un sentiero, un chiodo arrugginito in un cassetto, un lenzuolo ingiallito dai decenni.
Nei lavori di Salvo (Salvatore) Vessella e Pietra Perrera, in mostra a Spazio Arte in queste prime settimane di giugno, l’arte è un’incognita del quotidiano, che salta fuori al cospetto di minimi brandelli di vita, per farsene respiro, imprescindibile elemento. “Incognita XY = Arte” è dunque il titolo di questa bi-personale, che incontra due nomi noti del panorama artistico locale, sperimentatori del linguaggio visivo. Tra Salvatore Vessella, che vive e lavora a Novi Ligure (si ricordano diverse esposizioni al castello di Piovera e alla biennale Arte senza Tempo di Alessandria) e Pietro Perrera, di Casale Monferrato (tra le ultime partecipazioni, ArteGenova 2016, Photissima Art Fair, Venezia) il dialogo artistico è assai fecondo per contaminazione di tecniche e materiali e si inventa e si trasforma in progressione, nutrito di street art, pop, new dada, dei maestri dell’arte povera italiana, di meditazioni astratte e suprematiste.
Il sodalizio tra i due artisti ha animato il pomeriggio di domenica 12 in Piazzetta Zerbo. La performance, creazione estemporanea di pitture su materiale di riuso, ha coinvolto molti bambini accorsi in piazza a giocare che, lasciati un poco biciclette e palloni, hanno preso in mano colori e pennelli e hanno liberato fantasia e desiderio di esprimersi. Le opere realizzate dai piccoli maestri sotto lo sguardo divertito e incuriosito dei genitori e con la guida preziosa di Vessella e Perrera, che hanno preparato il materiale, sono rimaste in esposizione nella Corte.
Tra dipinti, sculture, installazioni e molte sorprese, dunque, la mostra prosegue come un viaggio dove l’arte è un morso di pane quotidiano, un sorso d’acqua, una preghiera. Fino al 17 giugno, in Corte Zerbo, Gavi. Orari: da giovedì a domenica 16-19. Entrata libera. Info: eventi.spazioarte@libero.it.