Novese Calcio, ormai è una corsa contro il tempo
Alla Novese, partita listanza di fallimento del club di Raffaele Retucci, è corsa contro il tempo per arrivare alla richiesta di affiliazione di un nuovo club che possa essere considerato lerede del glorioso sodalizio biancoceleste
Alla Novese, partita l?istanza di fallimento del club di Raffaele Retucci, è corsa contro il tempo per arrivare alla richiesta di affiliazione di un nuovo club che possa essere considerato l?erede del glorioso sodalizio biancoceleste
NOVI LIGURE – Seppure sottotraccia, qualcosa si muove anche se bisogna fare in fretta e non sempre i tempi ristretti sono sinonimo di cose fatte perbene. Alla Novese, partita l’istanza di fallimento del club di Raffaele Retucci, è corsa contro il tempo per arrivare alla richiesta di affiliazione di un nuovo club che possa essere considerato l’erede del glorioso sodalizio biancoceleste. Il termine è l’ultima decade di giugno ma si sa che in questi giorni si sono susseguiti incontri tra tanti ex presidenti e imprenditori della zona che potrebbero sfociare in un pool di soci in grado di garantire la nascita e la sussistenza economica della (nuova) squadra, solo in Prima Categoria. Tutto dipenderà da quanto si riuscirà, senza troppi giri di parole, a raccogliere in termini di soldi, il vero problema di sempre perché per fare calcio a qualsiasi livello servono i denari.
Chi sta facendo da garante a questa operazione è l’amministrazione comunale e il suo sindaco Rocchino Muliere che sta cercando di porre solide basi (settore giovanile) e un tetto (una prima squadra degna di tal nome) al nascituro team. Perché si tratterebbe di un nuovo sodalizio del momento che la Novese ha una proprietà che intende iscriverla in Eccellenza. Un nuovo team allenato sembrerebbe da Luca Lolaico e con qualche ex presidente che sta adoperandosi per trovare le basi economiche per partire in un’avventura tutta nuova, senza maglie (a proposito, speriamo non si scelga il biancoceleste) ma con tanto entusiasmo anche perché le offerte del Tortona Calcio di fungere da base di partenza sono cadute nel vuoto.
Insomma, un nuovo team che si aggiungerà alla Novese (ma il comune ha già detto si volere sfrattare i biancocelesti dal Girardengo e dagli impianti cittadini), alla sua omologa femminile (giocherà di domenica e militerà in B avendo così la prelazione sul campo), il nascituro club dell’ex vivaio biancoceleste oltre a Real Novi G3 e Tiger Novi, entrambe dotte di loro vivai: alla faccia del motto secondo cui l’unione farebbe la forza. Un lavoro non semplice che, a essere sinceri, avrebbe dovuto essere intrapreso in pieno inverno quando in tanti, compreso chi scrive, invocavano un intervento “a gamba tesa” sulla situazione della Novese. Invece, si è preferito aspettare la fine della stagione sportiva per capire che per la Novese attuale la situazione era ingarbugliata e di difficile soluzione. Inutile ragionare su quello che avrebbe potuto essere e non è stato, meglio ora concentrarsi sul futuro per garantire il calcio a Novi nel nome della Novese che, non se ne abbiano a male Real Novi G3 e Tiger Novi, rappresenta la storia del calcio cittadino e in parte italiano. Anche perché fuori dalle mura di Novi, la città è conosciuta per il cioccolato, i due Campionissimi e per quel team epico che agli albori del calcio italiano seppe vincere uno scudetto a poco più di tre anni dalla sua fondazione. Anche per questo occorre una sinergia di forze fra chi ha a cuore le sorti del pallone a Novi, compresi imprenditori ed ex presidenti, simpatizzanti ed ex dirigenti perché il modello deve essere quello del Parma che dopo il fallimento ha raccolto la miglior crema economica e sociale della città per ripartire con una piccola differenza. In Emilia ci si mosse con mesi di anticipo rispetto al fallimento dei crociati, qui a Novi si è preso in mano il bandolo della matassa in ritardo, speriamo non sia troppo tardi.