Niente soldi, niente idee e nessun acquirente: la Novese è al capolinea
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Maurizio Iappini - sport@alessandrianews.it  
20 Giugno 2016
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Niente soldi, niente idee e nessun acquirente: la Novese è al capolinea

Nelle ultime settimane nessuno è stato in grado di gettare le basi per ricostruire una prima squadra a Novi diversa dalla Real G3 e dal Tiger. Servirebbero almeno 50 mila euro, ma attorno al club biancoceleste c'è il gelo

Nelle ultime settimane nessuno è stato in grado di gettare le basi per ricostruire una prima squadra a Novi diversa dalla Real G3 e dal Tiger. Servirebbero almeno 50 mila euro, ma attorno al club biancoceleste c'è il gelo

NOVI LIGURE – Big Bang ha detto stop. Dopo oltre un mese di riunioni, incontri semicarbonari e soprattutto un fiume di parole cadute nel vuoto, il dato di fatto è che a Novi non si è riusciti a creare una società alter ego della Novese, il glorioso sodalizio scudettato ora in mano a Raffaele Retucci e su cui pende un’istanza di fallimento. Del team biancoceleste per avere notizie serve chiamare la redazione di “Chi l’ha Visto?” anche se a metà mese scorso la proprietà o chi per essa aveva fatto sapere che il club sarebbe stato iscritto in Eccellenza senza nulla svelare sui programmi e sulla futura squadra. Anche epr questi motivi ma soprattutto per il mancato pagamento al comitato Sport In Novi dei canoni per la gestione del Girardengo, il Comune aveva “chiuso le porte” del Girardengo alla Novese attuale invitando chi avesse a cuore le sorti del calcio a farsi avanti. Un appello che oggi si può dire sia caduto nel vuoto perché, notizia del weekend, nessuno è stato in grado di gettare le basi per ricostruire una prima squadra a Novi diversa dalla Real G3 e dal Tiger, club di Seconda e Terza categoria.

Insomma, nelle intenzioni di Rocchino Muliere, si sarebbe dovuto allestire un sodalizio pronto a prendere l’eredità della Novese qualora i biancocelesti avessero alzato bandiera bianca. Invece, nessuno è stato in grado di farlo, né per ripartire dalla Prima Categoria (Luca Lolaico sarebbe stato l’allenatore, ora forse si accaserà alla Gaviese) né per rinascere dalle cenere del Tortona Calcio il cui team manager Musumeci giovedì sera era a colloquio con Muliere nella festa LiberaMente al Nuovo Circolo Ilva. Il dirigente dei tortonesi aveva proposto al Sindaco di far giocare il nuovo club Novi ponendo come condizione che dirigenza e almeno metà dei capitali arrivassero dalla città. Una proposta che Muliere (che di mestiere fa il Sindaco non il patron della squadra di calcio) ha dovuto rifiutare perché l’”assemblea costituente” che in queste settimane voleva far rinascere il calcio a Novi non è stata in grado di dare garanzie economiche sul progetto anche se i soldi non solo il vero e reale problema. La verità è che chi ha fatto parte del gruppo di lavoro allargato (ex presidenti, il comitato degli esperti voluto da Muliere e altri soggetti) non è stato in grado di fare alcuna opera di mediazione e ogni membro ha buttato sul tavolo tante idee, confuse in contraddizione una con l’altra costringendo il primo cittadino a rinunciare alla sua idea di continuare a fare calcio a Novi in continuità con la Novese.

Una figuraccia che non risparmia nessuno e che ha il sapore del fallimento di un gruppo che ha anteposto il particolare al generale, il proprio orticello al bene comune e alla fine il dato di fatto è che tutti ne escono sconfitti. L’altra verità, che fa male, è che della Novese alla città non gliene frega niente. In altre realtà, anche più piccole, i fallimenti dei club hanno coinciso con un “bagno purificatore” che è servito per ripartire mantenendo le tradizioni e azzerando i protagonisti. A Novi, invece, non si è riusciti a trovare 40-50.000 euro né per fare una Prima Categoria ripartendo da zero né per una “fusione fredda” con un altro team, accampando mille motivazioni che sapevano di scusa perché nessuno voleva rinunciare a qualcosa.

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