Retucci: “La Novese partirà dall’Eccellenza”, ma i termini di affiliazione alla Figc sono scaduti
Trascorso più di un mese dall'ultima assemblea dei soci non si conosce ancora il nome del nuove amministratore unico. Retucci ribadisce che iscriverà la squadra all'Eccellenza, ma i termini di affiliazione alla Figc sono scaduti
Trascorso più di un mese dall'ultima assemblea dei soci non si conosce ancora il nome del nuove amministratore unico. Retucci ribadisce che iscriverà la squadra all'Eccellenza, ma i termini di affiliazione alla Figc sono scaduti
NOVI LIGURE – “Noi ci siamo”. In sintesi, questo il senso del comunicato stampa diramato dalla misteriosa proprietà della Novese la scorsa settimana. Come un attore conosce i tempi delle battute e un regista quelli della telecamera, la proprietà della Novese sa sempre scegliere i tempi per entrare in scena al punto che se fino a qualche anno fa si parlava di Cremlinologi per definire gli esperti del Politburo sovietico, oggi si potrebbe parlare di Novesologi per chi prova ad analizzare i comunicati stampa del proprietario Raffaele Retucci.
Anzi, fin dalla firma si capisce quanto la proprietà della Novese sia un po’ come la nebbia per Totò: c’è ma non si vede. Ogni comunicato è impersonalmente firmato Usd Novese srl e nulla viene detto del nuovo amministratore unico del club anche se è trascorso oltre un mese dall’assemblea dei soci che avrebbe dovuto nominarlo. Sul contenuto del comunicato, il solito sistema: bordate a destra e a manca (l’istanza di fallimento è vista come un attacco vile e meschino), qualche autocritica e un ramoscello d’ulivo da parte di chi comunque sa tutto delle vicende degli ultimi mesi, dal fallito tentativo di costituire un nuovo club ai movimenti del vivaio.
In sostanza Retucci o chi per esso ribadisce che iscriverà la Novese all’Eccellenza, farà sapere quanto prima quadri tecnici e rosa e soprattutto sarà più presente a Novi, magari dopo una conferenza stampa da convocare al più presto (a Ferragosto?). Sul vivaio, piena fiducia a Daniele Artioli se vorrà rimanere e rivoluzione in vista mentre al comune l’invito a fumare il Calumet della pace. Insomma, l’ennesimo libro di buone intenzioni ma dette da chi in dieci mesi non ha mantenuto nulla di quanto preannunciato, suona come una beffa. Perché allora un comunicato di quel tono e soprattutto perché diramarlo a fine giugno? Semplice: sono scaduti i termini per l’affiliazione alla Figc e a Novi nessuno è stato in grado di costruire un nuovo club. Una figuraccia arrivata anche alla proprietà della Novese che, pur non essendo mai in città, è informatissima sulla vicenda.
Così, quell’invito a mettere da parte orgoglio personale e la promessa di essere più presente in città, sa tanto di un modo indiretto per far sapere che il nome della Novese è ancora a disposizione di chi volesse manifestare interesse. Più difficile credere a una imminente conferenza stampa, preannunciata con tanto di indicazione di quadri tecnici e giocatori della rosa. Anche in questo caso però non si tratta di parole in libertà ma di un chiaro modo per far capire che il padrone della Novese non è indifferente al club. La verità dei fatti è che la proprietà attuale sta dimostrandosi capace di reggere la scena anche senza essere più stata fisicamente in città dal 29 gennaio. Ora non resta che attendere l’evolversi della vicenda ma chi ha a cuore le sorti del club scudettato sa che la strada è segnata e non è un bel cammino indipendentemente dalle mille voci e promesse che circolavano negli ultimi mesi attorno al team.