Nasce il Piemonte Orientale degli industriali
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Nasce il Piemonte Orientale degli industriali

L’associazione di Alessandria ha dato l’addio definitivo a Cuneo e ha approvato il percorso aggregativo con l’Associazione Industriali di Novara e Confindustria Vercelli Valsesia. La governance sarà paritaria nel rispetto della rappresentatività dei territori

L?associazione di Alessandria ha dato l?addio definitivo a Cuneo e ha approvato il percorso aggregativo con l?Associazione Industriali di Novara e Confindustria Vercelli Valsesia. La governance sarà paritaria nel rispetto della rappresentatività dei territori

ECONOMIA E LAVORO – Dopo l’Università del Piemonte Orientale arriva la Confindustria del Piemonte Orientale. L’assemblea generale annuale di Confindustria Alessandria ha infatti approvato il nuovo percorso aggregativo con l’Associazione Industriali di Novara e Confindustria Vercelli Valsesia. ‘Confindustria Territoriale Piemonte Orientale’, è il nuovo nome, rappresenterà complessivamente quasi 1.200 imprese con circa 64.500 dipendenti e sarà la seconda organizzazione imprenditoriale per importanza del Piemonte, dopo l’Unione Industriale di Torino. Addio definitivo, quindi, a Cuneo. Un matrimonio mai andato oltre un iniziale protocollo di intesa e che si è arenato sugli scogli della governance. Nonostante l’intensa attività di alcuni gruppi di lavoro non è stato possibile superare il nodo del ‘peso specifico’ dei territori con i cuneesi che hanno sempre rivendicato una posizione maggioritaria.
Chiuso il capitolo di Cuneo, per Alessandria è iniziato un giro di orizzonte verso altre forme di aggregazione e lo sguardo è finito su Vercelli e Novara dove, a gennaio, i due presidenti (Fabio Ravanelli di Novara e Giorgio Cottura di Vercelli Valsesia) avevano firmato l’atto costitutivo per la nascita di ‘Confindustria Novara Vercelli Valsesia’. Sono iniziati i primi contatti e un incontro a tre (Ravanelli, Cottura e Luigi Buzzi per Alessandria) ha suggellato la nuova pagina di storia confindustriale che si sta per scrivere con la ovvia trasformazione dell’originale modello di fusione.
Le organizzazioni, di dimensioni più o meno simili, hanno innanzitutto trovato la condivisione sulla pariteticità della governance che rispetta la rappresentatività dei territori. Il nuovo organo di governo ristretto sarà composto da nove membri, tre per ogni area. E il presidente, questo è l’impegno primario, non verrà eletto con il principio di alternanza della rappresentanza territoriale bensì esclusivamente sulla base delle qualità imprenditoriali e professionali. “Con questa aggregazione – commenta Luigi Buzzi – portiamo un messaggio concreto e positivo di rinnovamento, dimostrando che i campanilismi possono essere superati per raggiungere una massa critica rilevante e necessaria a far fronte a sfide sempre più complesse”. Anche Riccardo Benso, vicepresidente di Confindustria Alessandria, parla di una rappresentanza “più efficace sul territorio attraverso un percorso di razionalizzazione organizzativa che permetta la costituzione di un nuovo e unitario soggetto associativo con la finalità di migliorare il livello di qualità e di efficienza dei servizi erogati e di razionalizzare i costi relativi alla struttura associativa”.
Il nuovo modello organizzativo è già stato approvato dall’Associazione Industriali di Novara e sarà sottoposto all’approvazione dell’assemblea privata di Confindustria Vercelli Valsesia che si svolgerà il 14 luglio. Dopo l’ultimo via libera, i tre presidenti il protocollo di intesa che darà il via alla prima fase transitoria. “Saranno necessari – spiega Fabrizio Riva, direttore di Confindustria Alessandria – almeno un paio di anni di lavoro perché le direzioni saranno chiamate a un complesso lavoro che porterà alla unificazione di servizi e riorganizzazione del personale, oltre a definire una macchina interna perfettamente in grado di gestire e dare risposta a un tessuto imprenditoriale che presenta accanto a molti aspetti comuni anche delle specificità settoriale di altissimo valore aggiunto”. E a proposito di servizi, cosa succederà con quelli che attualmente avere insieme ad Asti? “In futuro nasceranno società di servizi (paghe, consulenze, formazione) di cui potrebbero beneficiare anche gli astigiani. L’accordo fra noi e loro per alcune attività in comune non ha invece coinvolto il livello politico delle associazioni in quanto Asti non ha mai voluto prendere in considerazione un progetto di aggregazione”.
L’assemblea privata di Confindustria Alessandria ha poi approvato il bilancio associativo con parere favorevole dei Revisori del Conti. 
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