L’importanza del piano B: Luigi Onetti dalla Gam a palazzo Mazzetti
Il nostro percorso glocart alla ricerca di opere di artisti alessandrini arriva ad Asti e a Torino, tra i ritratti di famiglia e i tramonti infuocati del pittore di Lu Monferrato
Il nostro percorso glocart alla ricerca di opere di artisti alessandrini arriva ad Asti e a Torino, tra i ritratti di famiglia e i tramonti infuocati del pittore di Lu Monferrato
OPINIONI – L’estate col caldo fa i soliti scherzi. Intanto allunga o accorcia il tempo e a volte fa sembrare vicino quello che è lontano. Avrei voluto segnalare – in questa rubrica che si chiama “Glocart” e va alla ricerca di opere di alessandrini (città e provincia) nei musei delle regioni limitrofe – un dipinto straordinario di un artista alessandrino, Luigi Onetti (Lu Monferrato 1876 – Torino 1968) che fa parte delle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Torino. Titolo “Il pazzo”. Ero certa di averlo visto esposto di recente in un altrettanto originale e inconsueto allestimento delle collezioni torinesi nella sezione “Malinconia”. Un quadro che una volta visto non si dimentica. Stavo per mettermi a raccontarlo, a dire quanto sa restituire del senso immateriale di disagio che la diversità crea in chi le sta attorno, di una pittura che a proposito di tempo capovolto “ricorda” le atmosfere del cinema di Aki Kaurismäki e così via.

Certo con quel dipinto magistrale che vedete riprodotto sono confrontabili ma non paragonabili, la chiave narrativa sembra essere molto più congeniale al pittore di Lu Monferrato della ritrattistica. Ad Asti troverete padre, madre e moglie del pittore, un po’ truci, molto scuri. Il ritratto della madre del pittore, la signora Linda Onetti Robecchi fa pendant con quello raffigurante il padre Vincenzo ed è con quello della moglie Giacinta Chiotti tra le tredici opere pervenute alle collezioni di Asti per decisione testamentaria dello stesso Luigi Onetti (1969). Scuri quanto sono infuocati e vibranti i paesaggi, i famosi tramonti (uno di loro si trova sempre alla Gam, nei famigerati depositi) un paio si sono visti nelle mostre di Palazzo Monferrato, tramonti infuocati tra Vignale e Altavilla. Un pittore – alessandrino – che varrebbe la pena conoscere in tutte le sue sfumature. Magari ad Alessandria, recuperando anche “Il pazzo” che ora giace dimenticato nei caveaux del museo torinese.
