A Pozzolo cade l’ultimo fortino del movimento No Tav
Espropriati due appezzamenti di terreno, a Pozzolo Formigaro e a Fraconalto. Numerosa la presenza di attivisti No Tav e di forze dell'ordine in tenuta antisommossa, ma nessun incidente. Il movimento No Tav parla di irregolarità nelle procedure di esproprio
Espropriati due appezzamenti di terreno, a Pozzolo Formigaro e a Fraconalto. Numerosa la presenza di attivisti No Tav e di forze dell'ordine in tenuta antisommossa, ma nessun incidente. Il movimento No Tav parla di irregolarità nelle procedure di esproprio
POZZOLO FORMIGARO – Al grido: “No Tav fino alla vittoria. Da Pozzolo alla Val di Susa un solo grido: sarà dura”. Così, ieri mattina, martedì 19 luglio, gli attivisti del movimento contro il Terzo Valico ferroviario hanno accolto i tecnici del Cociv che hanno espropriato l’ultimo terreno utile alla linea a grande capacità. Cociv si è presentato puntualmente alle 9.30 del mattino. I tecnici circondati dalle forze dell’ordine in tenuta anti sommossa hanno raffrontato le carte in loro possesso, hanno fatto alcune foto e dopo neppure dieci minuti se ne sono andati via.
I circa 150 No Tav si sono posizionati a difesa della loro proprietà (198 metri quadrati di terra alle porte di Pozzolo a poca distanza dall’agriturismo La Giorgetta) recintata da un telo verde. Nessuno ha oltrepassato il muro umano. I tecnici sono rimasti al di qua della recinzione. Le forze dell’ordine sono rimaste ancora una decina di minuti e poi hanno liberato la zona. Per i No Tav quello di ieri è un esproprio illegittimo e sono pronti a fare ricorso. “Due proprietari non sono stati avvisati – dice Eugenio Spineto di Arquata – uno perché ha il foglio di via e non può venire qui e l’altra persona non ha ricevuto l’avviso”.
Una cinquantina gli attivisti che si sono ritrovati invece a Fraconalto per impedire gli espropri su un terreno di proprietà di Roberto Pisani, titolare dell’agriturismo La Sereta. Altrettante le forze dell’ordine che, in tenuta antisommossa, hanno fatto da scudo ai tecnici del Cociv, per consentire l’operazione di “presa in possesso”. Voleva essere una manifestazione pacifica quella dei No Tav, e così è stata. Verso le 10 del mattino arrivano le prime notizie: pare che i tecnici siano riusciti a raggiungere scortati la fetta di bosco dove verrà realizzata una strada che dovrà portare al punto dove sorgerà uno sfiatatoio per la galleria di valico. Il movimento No Tav parla però di “irregolarità” nelle procedure.